martedì 21 aprile 2026

Sport acquatici: maggiori opportunità, più crescita

Se ti dicessero che non puoi correre in un parco o fare sport all’aria aperta perché una legge non ti riconosce, cosa penseresti? 
Eppure oggi, per molti sport acquatici, è esattamente così. 
Surf, SUP, canoa: discipline olimpiche che non possono essere praticate liberamente proprio negli spazi più adatti, il mare e la costa. 
Non solo. 
Le associazioni sportive che operano sull’acqua non hanno accesso reale agli spazi: o diventano imprese balneari, oppure devono chiedere “ospitalità” e pagare altri concessionari. Questo significa una sola cosa: meno opportunità per i giovani, meno accesso allo sport, meno crescita. 
Come può una ASD o una start-up sportiva programmare il futuro senza certezze? Senza spazi? Senza regole eque? 
Qui non è solo una questione di sport. È una questione di diritti. 

Noi stiamo lavorando per cambiare questo sistema: 
nel Piano di Utilizzazione degli Arenili e chiedendo norme chiare e giuste all'attuale amministrazioni e al Governo. 
Perché non esistono sport di serie A e sport di serie B. 
E i diritti non si mettono a bando.

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