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mercoledì 28 ottobre 2020

La risposta a mafia capitale dell'amministrazione

La risposta a Mafia Capitale è arrivata con le nuove assunzioni ma anche dotando gli uomini del Servizio Giardini di strumenti e mezzi per curare le aree verdi della nostra città. 

Le parole si sostituiscono ai fatti in questa città. Abbiamo acquistato 23 nuove trinciatrici per sfalciare l’erba anche nei punti più difficili da raggiungere. Sono arrivate e le attaccheremo subito dietro ai trattori per la manutenzione dei parchi di Roma. Il Servizio Giardini lo avevano spolpato, trascurato e depotenziato in questi anni - avevano lasciato gli avanzi - attrezzature arrugginite, rottami e macchine che si inceppavano. 

Quale poteva essere l'obiettivo se non dare appalti esterni senza controllo a destra e manca? Certo non dobbiamo puntare il dito sulle ditte esterne, anche loro devono lavorare, ma in modo trasparente e legale. Albbiamo comprato, inoltre, 88 motoseghe, 46 decespugliatori, 20 potatori, 22 soffiatori e 40 tosasiepi necessari alla manutenzione del verde. Portiamo il nuovo al posto del ferrovecchio. Ci siamo capiti.

sabato 24 ottobre 2020

Gianni Alemanno è stato condannato

Gianni Alemanno è stato condannato in appello a sei anni di reclusione per corruzione e finanziamento illecito nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo. Ancora parlate. 

Abbiamo trovato le macerie e di certo le avete lasciate voi. Il vostro ritorno sarebbe un terremoto, una sciagura, uno tsunami di melma e una vera catastrofe per Roma. Continuiamo le nostre battaglie di legalità anche per questo. Che il Signore ci protegga da voi. 🙏

domenica 2 ottobre 2016

Renzi prova a allontanare Mafia Capitale dal Pd

Credo che Matteo Renzi dovrebbe cominciare a contare tutti guai giudiziari all'interno del suo partito. E' evidente che sia in affanno e che gli italiani non gli credono più: il conto alla rovescia è iniziato. Noi continuiamo a lavorare nonostante un premier non eletto da nessuno,

giovedì 19 maggio 2016

Mentre noi pensiamo alla trasparenza Giachetti imbarca gli amici di Alemanno

Attuarla la trasparenza, oltre che decantarla, porta dei vantaggi oggettivi e molto più concreti di quanto si possa pensare. Significa controllare l'operato dei rappresentanti politici, riducendo automaticamente zone d'ombra, clientelismo e corruzione. Tutti fenomeni che producono un risparmio delle casse pubbliche. A Roma, grazie solo alla presenza del M5S, è stato possibile istituire l'osservatorio trasparenza col compito di vigilare sul Comune e le sue aziende controllate e partecipate. Loro di trasparente non hanno nulla specialmente quando si mischiano gli amici di Alemanno nelle liste di Giachetti.

Guardiamo avanti e cambiamo la città garantendo accessibilità totale alle informazioni sulla organizzazione e attività, affinché il cittadino interessato possa conoscere, controllare e valutare il nostro operato e l’utilizzo delle risorse pubbliche. Vogliamo promuovere un percorso di cambiamento culturale che deve andare ben oltre il semplice adempimento legislativo. Una reale trasparenza può essere realizzata anche tramite una piattaforma di approvvigionamento elettronico centralizzata, riguardante Roma Capitale insieme a tutte le sue società partecipate e controllate, in modo da ricostruire in modo semplice tutta la storia di un appalto, concessione o locazione.

Pubblicheremo con modalità di accesso immediato e consultazione semplice, anche tutti i dati di sintesi relativi al bilancio consuntivo e previsionale comunale e delle sue aziende partecipate e controllate, la pubblicazione di tutte le informazioni tra l’impegno di spesa e i codici identificativi di progetto e di gara.

Vogliamo ridurre gli sprechi anche creando degli uffici consultabili in rete aventi anche un ruolo di assistenza, con un canale video­comunicativo via rete internet per permettere la fruizione del servizio senza la necessaria presenza fisica del cittadino. Sarà obbligatoria la pubblicazione di dati ed atti dell’amministrazione e un sistema di controllo sulla trasparenza più stringente sulle aziende controllate, partecipate e vigilate da Roma Capitale. Vogliamo amministratori responsabili che dovranno agire avendo sempre a mente l​a tutela dell'interesse collettivo e delle aziende loro affidate.

APPROFONDISCI IL NOSTRO PROGRAMMA

mercoledì 23 marzo 2016

Pd infetto, Roma corrotta.

Era un arresto al giorno nel Pd, oggi in Calabria ne hanno prelevati quattro in un colpo solo. Sandro Principe (PD), dell’ex sindaco Bernaudo del PD e l’ex assessore ai lavori pubblici Pietro Ruffolo nonché ex consigliere provinciale del PD. Ma anche di Rosario Mirabelli, approdato alle ultime elezioni regionali nel centro sinistra. La DDA di Catanzaro ha scoperto accordi elettorali tra politici ed esponenti mafiosi della cosca “Lanzino-Rua’“ della provincia di Cosenza.


Anche oggi scattano le manette per gli uomini del Pd. L’accusa: ‘ndrangheta e voto di scambio. I 5 sono stati arrestati...
Pubblicato da Paolo Ferrara M5S su Mercoledì 23 marzo 2016

domenica 6 marzo 2016

Il Pd paga la vergogna di mafia capitale

Siamo sulla strada giusta. La partecipazione ad Ostia è straordinaria. Mentre l'affluenza ai gazebo del Movimento è straordinaria in un evento ordinario, in una situazione straordinaria (quella delle primarie-buffonarie) i gazebo del partito democratico sono vuoti. La piazza non mente. Mafia capitale è stato troppo per i cittadini.


Ad Ostia siamo moltissimi. Altro che primarie fasulle del Pd. Secondo te BUZZI, se non fosse stato in gattabuia, chi avrebbe scelto per il partito democratico? Vinciamo con Virginia Raggi sindaco di Roma.
Pubblicato da Paolo Ferrara M5S su Domenica 6 marzo 2016

Il video della piazza ad Ostia Lido
Un noto sito online romano pubblica un video di piazza Anco Marzio: Gazebo a confronto: a Ostia M5S batte il Pd "il gazebo M5S pieno, quello del Pd vuoto. Le immagini dal "salotto" di Ostia"http://ostia.romatoday.it/gazebo-ostia-video-m5s-roma.html
Pubblicato da Paolo Ferrara M5S su Domenica 6 marzo 2016
Un noto sito online romano pubblica un video di piazza Anco Marzio: Gazebo a confronto: a Ostia M5S batte il Pd "il gazebo M5S pieno, quello del Pd vuoto. Le immagini dal "salotto" di Ostia"

mercoledì 2 marzo 2016

Ostia: Con loro sarebbe stato diverso.

Ci si può pentire a volte e si può cambiare, poichè si è compreso l'errore che si è commesso. Tutto può cominciare con il riconoscimento e la consapevolezza degli errori commessi. Chi ha votato partito democratico, dopo mafia capitale, ha una l'opportunità di riparare all'errore: cambiare e votare Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni per Roma. L'esempio eclatante è la fiducia riposta dai cittadini del municipio del litorale romano (Ostia), sciolto per mafia e con una classe politica dal profilo sinistro. 

martedì 19 gennaio 2016

Perche Fassina non attaccherà il Pd per mafia capitale?



Cominciamo con il ricordare cos'è questa vera e propria organizzazione a delinquere di Roma. Nel Paese abbiamo 5 organizzazioni criminali: Cosa nostra, 'Ndrangheta, Sacra corona unita, Camorra e oggi, anche grazie al PD, Mafia capitale. Mondo di Mezzo, l'organizzazione criminale di stampo mafioso è stata conosciuta dall'opinione pubblica a seguito dell'arresto di una delle figure di spicco di Mafia Capitale, Giovanni De Carlo, personaggio che dirigeva i principali interessi dell'organizzazione, definito "il boss dei boss" da Ernesto Diotallevi, criminale della Bamda della Magliana. Dietro le indagini, che hanno portato all'arresto di diversi membri dell'organizzazione, sono spuntate diverse figure politiche e membri dello spettacolo che avevano a che fare con Mafia Capitale.

Fassina è stato nel partito democratico dal 2007. Oggi si propone come salvagente (bucato) di sinistra ecologia e libert...
Posted by Paolo Ferrara M5S on Martedì 19 gennaio 2016

lunedì 28 dicembre 2015

Sosteniamo Biblio Mafia

Bibliomafia.it partirà come previsto nel 2016. Le adesioni dei cittadini e delle associazioni, tramite il sito, sono state tantissime. Sono stati acquisiti moltissimi libri. Nel mese di gennaio sarà convocata una conferenza stampa per presentare il progetto di sensibilizzazione rivolto alle scuole, alla società e alle realtà del territorio del litorale romano CONTRO TUTTE LE MAFIE. Un percorso per promuovere la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile fra i giovani. Sensibilizzare ed informare sulle tematiche relative alla lotta contro la mafia e contro ogni forma di corruzione è uno dei nostri obiettivi più importanti. Separare il buono dal cattivo per far emergere le bellezze e le risorse sane della nostra comunità.

DAL SITO BIBLIOMAFIA.IT


domenica 27 dicembre 2015

Dopo aver depredato Roma i partiti provano ad ingannare di nuovo gli elettori.


Con il nuovo anno arrivano le tecniche di mimetismo o di camuffamento con l'obiettivo di ingannare il prossimo elettore. Arrivano i falsi contenitori civici che sembrano slegati dalla precedente politica, i nuovi partiti che nascondono i responsabili principali della disfatta di Roma, con loro i giovani (per modo di dire) figli della vecchia politica, tutti pronti al rilancio della città dopo averla usata e depredata. Non vi fate ingannare da chi non ha il coraggio e l'orgoglio di usare il proprio simbolo per portare avanti la propria idea. Non vi fate prendere in giro. Partito democratico e sinistra ecologia e libertà hanno amministrato il nostro territorio prima che mafia capitale portasse alla luce le loro responsabilità. Insieme a loro i Radicali con la lista Marino.

domenica 22 novembre 2015

Spiagge e legalità: Noi proponevamo, loro bocciavano


La verità non può trovarsi nelle chiacchiere di quattro cialtroni e di alcuni giornali asserviti al padrone. La verità si trova nei fatti e nelle carte che dimostrano chi ha fatto bene e chi per convenienza a taciuto sul malaffare di Ostia. Oggi fanno i comunicati stampa e richieste di legalità sulle spiagge del litorale romano, ci vuole coraggio, una certa dose di incoerenza e opportunismo visto che sono gli stessi esponenti locali del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà che nel 2013 hanno bocciato la nostra proposta di un Osservatorio con le Forze dell'Ordine sugli arenili del litorale romano. Nelle premesse del documento che ho scritto personalmente si può leggere: "Risulta agli atti una possibile infiltrazione della criminalità organizzata relativa alle assegnazioni delle spiagge del litorale romano". Siate curiosi e documentatevi. Diffidate di chi non vi racconta questo in quanto è in malafede o non conosce cosa è accaduto in questo territorio. Date uno sguardo al documento nel quale noi denunciavamo le irregolarità per motivare la necessità di istituire il tavolo con gli enti preposti. Diffondete, condividete e aiutate la verità. Qui il documento protocollato  

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO 

La nostra battaglia per la legalità sulle spiagge del litorale è grande

Abbiamo fatto un lavoro enorme sulle spiagge del litorale romano. Senza precedenti perché mai nessun partito o movimento politico si era spinto così avanti nel denunciare e proporre soluzioni. Il Movimento 5 Stelle è l'unica forza politica che si è presa a cuore il bene comune spiaggia contrastando con atti concreti l'illegalità ad Ostia. Sono i documenti a parlare e sono gli unici reperibili agli atti. I nostri.Il primo atto che ho presentato in municipio, nel 2013, è stato per richiedere la revoca del bando finito nell'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Roma che ha portato il 4 novembre 2014 all'arresto del dirigente dell'Ufficio Tecnico e dell'Unità organizzativa Ambiente e Litorale del Municipio di Ostia, l'ingegner Aldo Papalini, e altre otto persone responsabili di abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione, corruzione e reati finanziari, finalizzati ad agevolare il clan Spada alleato dei Fasciani. Gli atti del gruppo municipale sulle spiagge e sull'illegalità nel municipio di Ostia. (gli atti gli ho scritti personalmente in condivisione e con l'aiuto degli attivisti).
1. Risoluzione per richiedere contrasto alla criminalità sul litorale
2. Delibera di iniziativa popolare per il contrasto alla mafia negli appalti e le assegnazione delle spiagge
3. Richiesta di un osservatorio con le forze dell'ordine sulle spiagge del litorale romano
4. Richiesta di un consiglio straordinario sulla mala gestione delle spiagge del litorale romano
5. Ordine del giorno presentato dal M5S nel consiglio straordinario e riguardante la mala gestione degli arenili.
6. Esposto per assegnazione diretta arenile in zona protetta (apertura di un fascicolo di inchiesta)
7. Denuncia parcheggi concessi a canoni irrisori su suolo demaniale ai concessionari balneari
8. Occupazione del consiglio municipale per protestare sulla mala gestione delle spiagge del litorale romano
9. Accesso agli atti su tutte le concessioni demaniali degli arenili per scongiurare le proroghe senza controlli
10. Risoluzione per richiedere due varchi per l'accesso libero al mare nella zona del lungomuro
11. Delibera di iniziativa popolare per richiedere un varco di accesso libero al mare nei pressi della Rotonda (stabilimento Balini) raccolte 1500 firme nel municipio Proprio in questi giorni personalmente ho denunciato come sulle spiagge ci sia ancora l'ombra di mafia Capitale e come questo accada sotto gli occhi dell'attuale amministrazione capitolina CONTINUA A LEGGERE




venerdì 30 ottobre 2015

Giochi finiti, partiti falliti.

Insieme a Marino, questa classe politica, ha violentato la più bella città del mondo. Sono qualcosa di indescrivibile e patetico. Questa città va amata e curata, ha bisogno di buoni esempi, competenze e onestà per ripartire e dare il meglio di se stessa. Poi all'ultimo l'epilogo è una conferma. Sono 25 in una grande ammucchiata a firmare le proprie dimissioni per far cadere un sindaco già caduto da tempo (consiglieri tra Pd, CD, Fdi e lista Marchini). Va bene, avrebbero potuto sottoscrivere la mozione di sfiducia depositata da tempo dal M5S per far dimettere il Sindaco, ma hanno preferito restare unirsi tra loro così come sono: partiti legati mani e piedi al vecchio sistema. Hanno scelto di uscire dalla porta di servizio del Campidoglio con le dimissioni, piuttosto che assumersi le loro responsabilità in Aula. Il fallimento di una classe politica disgustosa che proverà a mettere nuovamente le mani sulla cosa pubblica e su Roma. Noi non lo permetteremo camminando a testa alta, dentro e fuori dai palazzi, tra la gente. Roma è dalla nostra parte pronta a votare la rinascita e l'onestà.


Paolo Taverna commenta la situazione in Campidoglio

Marino, fine dei giochi: 26 consiglieri firmano le dimissioni 

Fine dei giochi. Le dimissioni contestuali di 26 consiglieri, uno più del numero necessario, causano lo scioglimento dell’assemblea capitolina, della giunta, già orfana di otto assessori, e di conseguenza la decadenza di Ignazio Marino dalla carica di sindaco. Ora il prefetto di Roma dovrà nominare un commissario. Ai 21 consiglieri della maggioranza - i 19 consiglieri dem, uno del Centro democratico e uno della Lista Civica - si sono aggiunti due “fittiani”, due della Lista Marchini e Roberto Cantiani di Ncd. L’Osservatore Romano: raramente la Capitale esposta così «Sta assumendo i contorni di una farsa la vicenda legata alle dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ieri, con una mossa in verità non del tutto inattesa, ha ritirato la lettera con cui lo scorso 12 ottobre aveva rinunciato al suo incarico». Così l’Osservatore Romano, uscito nel pomeriggio, con un breve articolo di cronaca intitolato «Roma attende di conoscere il suo futuro». Marino «ha motivato la scelta, chiedendo un confronto in aula con la maggioranza che lo ha sostenuto nei due anni della sua amministrazione. Ben sapendo, tuttavia, che una maggioranza disposta a sostenerlo non esiste più. Tanto è vero che, dopo una lunga riunione svoltasi ieri sera nella sede del Pd, sono attese per oggi le dimissioni di almeno 25 consiglieri capitolini, dimissioni che, salvo ulteriori sorprese, dovrebbero portare allo scioglimento immediato del Consiglio comunale e dunque al decadimento di sindaco e giunta. Ha avuto intanto conferma - scrive il giornale vaticano - la notizia che Marino è indagato per peculato in merito alla vicenda degli scontrini. Ieri la Procura di Roma ha invece smentito la notizia - fatta circolare dai legali del sindaco - della richiesta di archiviazione dell’inchiesta su una onlus fondata proprio da Marino». «Al di là di ogni altra valutazione resta il danno, anche di immagine, arrecato a una città abituata nella sua storia a vederne di tutti i colori, ma raramente esposta a simili vicende».

Marino indagato per peculato

Il giorno dopo il ritiro delle sue dimissioni si è riaperto il fronte delle note spese e il sindaco risulta a tutti gli effetti indagato per peculato. Con la conferma del suo legale, in relazione all’uso della carta di credito dell’amministrazione comunale per cene di rappresentanza o istituzionali. «Devo prendere atto di avere dato la mia lealtà a un bugiardo» ha twittato nell’immediatezza il senatore Pd ed ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito commentando la notizia. Per scongiurare la decisione in blocco dei consiglieri il primo cittadino si è speso fino all’ultimo. «Se c’è una tale fortissima ostinazione a persuadere i consiglieri eletti dal popolo a sottrarsi al confronto col sindaco eletto dal popolo, c’è una ragione che mi sfugge» ha detto alla presentazione del nuovo cda della Fondazione Musica per Roma. «Mi chiedo perché se un sindaco chiede un confronto in un luogo democratico come l’Aula, le forze politiche usano qualunque strumento, anche le dimissioni di massa, per impedire questo confronto».


mercoledì 9 settembre 2015

Il mancato scioglimento del Comune di Roma salverà Carminati (?)

Il partito democratico, il sindaco Marino, l'assessore Sabella e il senatore Esposito hanno sostenuto il mancato scioglimento del Comune di Roma. Bravi! Leggo che il mancato scioglimento verrà usato dal legale di Carminati per sostenere l'inconsistenza delle accuse a lui rivolte. Dice l'avvocato: 'sarebbe singolare che a Roma esistessero tante associazioni mafiose infiltrate nei gangli del Comune senza che lo stesso ne abbia risentito'. Dunque per le vostre poltrone avete salvato un Criminale?

DA IL TEMPO

CARMINATI PARLERA' E ROMA TREMA
Massimo Carminati parlerà per la prima volta in aula? È il legale di Massimo Carminati, il penalista Giosuè Bruno Naso, a diffondere la notizia che in queste ore sta facendo tremare i palazzi della Città Eterna. «Questa volta - spiega il legale intervistato da Radio Cusano - sto cercando di convincere Massimo Carminati a parlare e a rispondere alle domande del giudice. A differenza delle altre volte, quando ci siamo sempre avvalsi della facoltà di non rispondere, quindi, Carminati parlerà. Farò di tutto per convincerlo a parlare e a dire quello che sa - continua l’avvocato - Questa volta ritengo sia nel suo interesse rispondere. Un atteggiamento di chiarimento e apertura da parte di Carminati sarà più utile per l’accertamento della verità dei fatti e per l’identificazione delle sue responsabilità, che non sono certamente quelle di aver dato vita ad una associazione di stampo mafioso». «LA FAMA DI CARMINATI SI BASA SU QUELLO CHE NON HA FATTO» L’avvocato afferma di aver ben compreso le strategie adottate dalla procura di Roma: «Questo processo sta seguendo un copione che noi abbiamo immaginato immediatamente dopo l’adozione della misura cautelare. Davamo per scontato che si sarebbe arrivati al giudizio immediato allo spirare dei termini utili voluti dalla legge e così è stato per la prima tranche. Si è aggiunta un’altra parte di accusa con la seconda tranche e lo si è fatto anche per questa quasi allo spirare dei sei mesi. Sono espedienti con cui si allunga il brodo, si allunga la carcerazione preventiva, che diviene più pesante da sopportare, e si confida in un allentamento della tenuta psicologica degli imputati. È una strategia dal punto di vista formale assolutamente legittima, forse lo è un po’ meno dal punto di vista sostanziale». Nonostante il regime di carcere duro Carminati «ha una tempra morale notevole ed è una persona di superiore intelligenza - riferisce il penalista - Riesce a trovare un equilibrio per affrontare anche il carcere duro. Ma la gente non sa che il carcere duro è una forma di persecuzione e tortura psicologica». Del resto non è la prima volta che l’indagato e il suo avvocato affrontano situazioni simili: «Ho affrontato il processo in cui Carminati era accusato dell’omicidio del giornalista Pecorelli su mandato addirittura del Presidente Andreotti - spiega il legale - Ho affrontato il processo in cui Carminati era imputato per la strage di Bologna. Se dicessi che questo mi preoccupa più degli altri direi una bugia. Ciò che è davvero singolare, e invito tutti a riflettere su questo, è che la fama di Carminati si basa su quello che lui non ha fatto, non su quello che ha fatto. La fama di Carminati si basa su accuse da cui è stato assolto fin dal primo grado di giudizio per non aver commesso il fatto». «QUESTO PROCESSO È UNA COLOSSALE MONTATURA» Sullo scioglimento del Comune il penalista afferma che «sarebbe singolare che a Roma esistessero tante associazioni mafiose infiltrate nei gangli amministrativi ed economici del Comune senza che il Comune ne abbia risentito. La verità è che anche questo noi ce lo aspettavamo e lo davamo per scontato, sarebbe stato veramente un autogol delle autorità, non solo Capitoline, sciogliere il Comune di Roma per mafia. Stiamo parlando della Capitale d’Italia. La legge, però, non si pone problemi di questo genere, non può pensare all’immagine, quindi se infiltrazioni mafiose ci fossero state il Comune sarebbe stato sciolto. Questo a noi conferma che questo processo è una colossale montatura, mi riferisco alla sussistenza di associazioni di stampo mafioso, non al malaffare e alla corruzione che caratterizzava la vita del Comune di Roma, non da uno o due anni, ma da qualche decennio». «MASSIMO CARMINAT NON CONOSCEVA ALEMANNO» L’avvocato Giosuè Bruno Naso parla anche dei rapporti del suo assistito con le autorità: «Carminati e Alemanno? Voi non ci crederete, ma Carminati non conosceva Alemanno. Pochi giorni fa sono stato a trovarlo, mi ha parlato proprio di questo». Ancora: «Se noi fossimo strumenti dei servizi segreti non ci troveremmo al 41 bis. I Servizi lo avrebbero scaricato? Rischiando che poi Carminati parlasse e rivelasse cose? È assurdo pensare che Carminati sia stato pedina dei Servizi segreti. È un argomento risibile».

venerdì 4 settembre 2015

La continuità della mafia sulle spiagge di Roma Capitale

CONFERENZA STAMPA M5S ROMA E LAZIO
Campidoglio - Palazzo Senatorio - SALA DEL CARROCCIO
LUNEDI’ 7 SETTEMBRE 2015 ORE 11.00. Se volete sapere chi ha chiuso gli occhi in questi ultimi mesi non mancate. Spiagge e malaffare in continuità con lo scandalo di mafia Capitale. Cosa hanno fatto questi signori per affrontare le infiltrazioni mafiose nel municipio? Con quali mezzi cercano di garantire la sicurezza dei cittadini? Come il PRESIDENTE DEL MUNICIPIO arrestato per MAFIA CAPITALE e appartenente allo stesso loro partito, questi signori, arrivano sempre in ritardo e credono sia sufficiente parlare, parlare e parlare, quando i buoi sono già scappati dal recinto. Gente come Sabella ed Esposito passano il tempo nelle trasmissioni televisive infangando l'unico movimento onesto e cercando di farsi una impossibile nuova verginità. ASSESSORI PART TIME e un sindaco inesistente. 



martedì 1 settembre 2015

Dall'orgoglio democratico di Berlinguer passano al cannibalismo democratico di orfini

La manifestazione contro mafia capitale organizzata da un partito infiltrato da mafia capitale è aberrante. Ad ispirare l'evento sono coloro che hanno venduto, umiliato e barattato Ostia, pagando con l'onorabilità di una classe politica locale allo sbando, tutto per salvare Renzi, Marino e le poltrone in Campidoglio.
CANNIBALISMO DEMOCRATICO DI ORFINI che si avvale del tagliatore di teste Esposito. Qualcuno piegherà la schiena e alla fine andrà alla manifestazione e allora giù applausi con il rischio di consumare le mani per proteggere una dignità che non hanno mai posseduto.

lunedì 31 agosto 2015

Mafia e incoerenza sono il male della città

Il partito democratico si è presentato come il rimedio alla criminalità organizzata, poi si è scoperto essere il maggior azionista di mafia capitale. Casapound protesta contro il degrado, ma continua ad imbrattare la città. Quel manifesto accanto alla scritta di uno scemo che sporca un muro del nostro municipio non è mafia capitale, ma fa parte di un insieme di cose che umiliano una comunità. Scoperto il crimine non rimane che perseguire chi lo commette e soprattutto combattere l'incoerenza che rappresenta. Le persone non hanno bisogno di sermoni, le persone hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. Noi la città la vogliamo cambiare così.

giovedì 27 agosto 2015

Spiagge e mafia: I nodi vengono sempre al pettine. Grande vittoria!

Nel 2013, prima delle elezioni amministrative, in campagna elettorale, scrissi sul blog di Beppe Grillo della cattiva gestione e "profanazione" delle spiagge del popolo di Roma, dell'intreccio tra potere politico, mafie e imprenditori parlando di responsabilità evidenti, dei membri silenti del PD e degli sprovveduti amministratori del PDL, passando per tutti quelli che per convenienza elettorale, tenevano la bocca ben cucita. Per questo sono stato querelato da un candidato della lista di Ignazio Marino. Oggi arriva l'archiviazione del Giudice anche sulla base di quello che poi realmente si è avverato. Fanno piacere anche i complimenti ricevuti per questo. Spedirò a Sabella ed Esposito una copia del provvedimento tanto per rinfrescare loro la memoria, con la speranza che la prossima volta, prima di aprire bocca e sparare CAZZATE sul ‪#‎M5S‬ , ci possano pensare dieci volte.

DA OSTIATODAY


Movimento 5 Stelle Roma
Ostia: denunciato per diffamazione Paolo Ferrara, candidato presidente M5S „Denuncia per diffamazione nei confronti di Paolo Ferrara, candidato alla presidenza del municipio X, (ex XIII), per il Movimento 5 Stelle. A presentarla è Andrea Schiavone, candidato al consiglio municipale con la Lista civica Marino. Il motivo sono le dichiarazioni a mezzo stampa del grillino giudicate “gravissime, false e tendenziose” in relazione alla notizia del cinque chioschi sottoposti a sequestro sulla spiaggia di Castelporziano da parte della capitaneria di porto. La frase ‘incriminata’: “Molteplici sono i poteri coinvolti nella cattiva gestione e ‘profanazione’ delle spiagge del popolo di Roma. Ci sono responsabilità evidenti, dai membri silenti del Pd agli sprovveduti amministratori del Pdl, passando per tutti quelli che per convenienza elettorale (vedi coalizioni) oggi tengono la bocca ben cucita”. “Il link alla voce 'coalizioni' si riferisce all'articolo del quotidiano Repubblica dove si cita anche la Lista Civica Marino di cui il sottoscritto, per il X Municipio, fa parte. Non accettiamo in alcun modo questo modo becero di fare politica, soprattutto da parte di chi, come Paolo Ferrara, vive da sempre ad Ostia e risulta arruolato nella guardia di finanza (di Ostia) dal 1989. Allora, glielo domandiamo noi: dove era Paolo Ferrara negli ultimi 10 anni?”, domanda Schiavone. Per parte sua, Paolo Ferrara aveva 'attaccato' sia Andrea Tassone, capogruppo Pd e candidato alla presidenza del municipio per il centrosinistra, sia l’intera giunta di centrodestra. “Sembra che le strutture che operavano sugli arenili da oltre dieci anni, assegnate da amministrazioni di destra e sinistra, non abbiano mai pagato canoni di concessione e servizi, passando da cubature originali di 70 mq a 10 volte di più. Com'è possibile che queste violazioni passino inosservate agli occhi degli amministratori?”, si chiedeva il candidato del M5S. Da qui le sue considerazioni sui “molteplici poteri coinvolti nella cattiva gestione e ‘profanazione’ delle spiagge del popolo di Roma”.


martedì 25 agosto 2015

Il funerale della coerenza lo porta in scena il pd

Un partito infiltrato dalla mafia il 3 settembre organizza una manifestazione per la legalità da farsela addosso dalle risate. Così tra un funerale di criminali e una raduno di inadeguati, in pochi giorni, il Pd è capace di umiliare la propria coerenza e l'intera città. Preparate pomodori e ortaggi e mirate bene. Infondo se a Roma sono più partecipati i cortei funebri dei CRIMINALI di quelli del partito democratico, un motivo ci sarà. Un partito finanziato da BUZZI e invischiato fino al collo negli scandali porta avanti l'antimafia delle chiacchiere e magari sogna una partecipazione come quella della fiaccolata dell'onestà ad ‪#‎Ostia‬ dove migliaia di persone ONESTE si sono contrapposte a quella cultura del malaffare che LORO hanno contribuito da sempre a rafforzare. Orfini, Causi, Sabella ed Esposito dovrebbero sapere che un Movimento credibile è un Movimento credibile, mentre un partito indecente, rimane un partito indecente. Il sindaco Marino rimanga anche in vacanza con il beneplacito dell'assessore alla legalità, tanto serve a poco in questa città. Incoerenti e poco credibili credono ancora di poter prendere per il sedere la gente. Per il bene della città andate a casa.

DA IL MESSAGGERO

Ritornare lì per manifestare contro la mafia. E' l'iniziativa lanciata dal commissario del Pd Matteo Orfini. «E il 3 settembre alle 18 - scrive su Facebook - ci ritroveremo lì con chi vorrà dire ai criminali che Roma non è e non sarà mai la loro città». L'appuntamento è a piazza Don Bosco. Continua Orfini: «Di fronte a quello che è accaduto ieri si individuano i responsabili ma soprattutto ci si stringe intorno alle istituzioni e ci si compatta contro il crimine. A Roma non ci sono re. I mafiosi non conquisteranno mai questa città. Questa consapevolezza dovrebbe unire la politica e invece ancora una volta non mancano le stridule grida di sciacalli senza scrupoli». Per Orfini «quella del funerale stile Padrino è una provocazione, una sfida». Alla città, alle istituzioni, ai romani. «Quella che stiamo combattendo è una battaglia durissima, che vinceremo, ma della cui portata bisogna che tutti acquistino consapevolezza».


sabato 22 agosto 2015

Roma ostaggio dei criminali.

Orfini vuole costituirsi parte civile nel processo dove è accusato penalmente e moralmente la gran parte del suo partito. Marino fa interrogazioni al ministro sulle responsabilità politiche del comune di cui è sindaco e riguardanti il funerale del boss Casamonica. Mi auguro nuovi movimenti liberi e che questo partito indecente venga spazzato via per il bene di Roma. Subito. Un evento così grande non poteva passare inosservato, questo è certo. Siamo davanti alla dimostrazione che questa gente non è in grado di gestire la Capitale. Il Comune di Roma va sciolto per mafia e l'ignaro marino deve andare a casa. 

La mia intervista su Radio Radio.

DAL FATTO 


“Il giorno della morte di Vittorio Casamonica ho presentato istanza alla Corte d’appello di Roma per ottenere che il figlio agli arresti domiciliari potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell’ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa“. Magistratura e forze dell’ordine, dunque, sapevano quanto meno del decesso. Lo afferma Mario Giraldi, storico legale della famiglia protagonista delle esequie-show con manifesti, carrozza trainata da cavalli e petali lanciati da un elicottero. Dal legale arriva dunque la conferma che diverse autorità sapevano del decesso del noto boss, avvenuto – secondo quanto comunicato dalla Questura nei giorni scorsi -“nelle prime ore del 19 agosto”, dunque 24 ore prima dei funerali che hanno scatenato un caso politico e sono finiti sui media di mezzo mondo. Lo stesso Giraldi, il 19 agosto, aveva inoltrato alla Corte d’appello una richiesta urgente perché i giudici consentissero ad Antonio Casamonica, figlio di Vittorio detenuto ai domiciliari, di uscire di casa per partecipare alla cerimonia. La richiesta – accettata – risulta poi inoltrata alla tenenza dei carabinieri di Ciampino. Intanto dal Vaticano arriva la prima presa di posizione ufficiale, sotto forma di articolo sull’Osservatore romano, dal titolo “Lo scandalo di un funerale”, con l’occhiello che recita: “Il Vangelo di fronte alla malavita”. Da una parte la preghiera per i defunti, dall’altra “lo spettacolo mediatico, l’ostentazione di potere, la strumentalizzazione chiassosa e volgare di un gesto di elementare pietà umana e cristiana come il funerale”. Il giornale della Santa Sede pone comunque l’accento sulle responsabilità delle autorità civili e respinge le accuse di chi “lascia intendere, più o meno velatamente, l’esistenza, se non di una connivenza, quanto meno di una qualche acquiescenza da parte della comunità cattolica”. Dopo le dichiarazioni dell’avvocato, fonti qualificate dei carabinieri hano fatto filtrare alle agenzie la loro versione: “Sono state rispettate le procedure come da prassi” e, sull’autorizzazione al figlio di Vittorio Casamonica e ad altri due parenti a presenziare ai funerali dell’esponente del clan capitolino, “sono stati avvisati gli uffici competenti”, compreso il commissariato di Tor Vergata. Secondo quanto si è appreso, i militari che avevano il compito di notificare l’atto “hanno comunicato tempestivamente l’avvenuta notifica all’autorità giudiziaria e agli uffici competenti”. In merito all’autorizzazione data ad altri due parenti di Vittorio Casamonica di partecipare alle esequie, le stesse fonti dei carabinieri riferiscono che è arrivata la mattina dei funerali “alla stazione di Tor Vergata che non essendo competente l’ha trasmessa al commissariato di zona”. Mentre montava la polemica sullo sfarzo esibito davanti alla chiesa di San Giovanni Bosco al Tuscolano dalla famiglia, nota a Roma per la lunga tradizione criminale e coinvolta nell’inchiesta Mafia capitale, il prefetto Franco Gabrielli aveva fatto trasparire una certa stizza nello spiegare di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito. A cose fatte la Questura – ente responsabile dell’ordine pubblico – aveva diffuso una nota in cui affermava: “Nessuna notizia relativa allo svolgimento dell’evento era stata comunicata”, sottolinenado comunque che Vittorio Casamonica, malato da tempo, risultava ormai “ai margini degli ambienti criminali, come confermato dalle recenti attività investigative”. Unico rilievo, l’annuncio di accertamenti presso l’Enav sul volo dell’elicottero lancia-petali, sfociato poi nella sospensione della licenza del pilota. Insomma, stando alle versioni ufficiali, la notizia della morte del boss si sarebbe a un cero punto fermata, senza essere portata a conoscenza dei responsabili ultimi dell’ordine pubblico. Ma si fa strada un’altra ipotesi, evocata oggi da “La Stampa”: che in realtà gli inquirenti sapessero, ma che abbiano scelto di non “prevenire” quel funerale per poter mettere sotto adeguata osservazione i partecipanti, e raccogliere informazioni sulle più recenti dinamiche criminali intorno al “re di Roma” e al suo clan. Il prefetto Gabrielli ha trasmesso la sua relazione al ministro degli Interni Angelino Alfano. Lo stesso prefetto ha annunciato “decisioni” per lunedì, quando si riunirà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il ministro ha commentato: “Bene il Comitato provinciale convocato dal prefetto Gabrielli. Il Comitato provinciale assuma pertanto tutte le decisioni necessarie per governare al meglio situazioni di questo genere, potenziando la circolarità dei flussi di comunicazione a livello locale, perché quanto avvenuto non accada mai più“. Alfano ha poi aggiunto che “si stanno valutando gli aspetti legislativi e regolamentari per verificare eventuali interventi e, in quest’ottica, si solleciterà l’Enac perché avvii una valutazione dei requisiti per l’autorizzazione al volo e perché preveda eventualmente una revisione delle licenze già concesse”. Intanto i parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione antimafia denunciano un’aggressione ai danni di un giornalista di Fanpage.it che, accompagnato da un attivista grillino, è andato all’eliporto di Terzigno (Napoli) da dove è partito il famoso elicottero che lanciava petali di rosa sulla folla. “Esprimiamo una ferma condanna per l’aggressione al giornalista della testata Fanpage.it, minacciato di morte, che sta indagando sull’elipista di Terzigno da dove è partito l’elicottero che ha sorvolato il funerale dei Casamonica”, scrivono i prlamentari. “Ad accompagnare il giornalista Alessio Viscardi, un attivista del Movimento Cinque Stelle di Terzigno. Il luogo dell’aggressione – proseguono i pentastellati – è l’elipista Elicast. Dal primo momento abbiamo rilevato la stranezza di un elicottero partito dal napoletano per andare a Roma. L’aggressione di oggi mette in luce che ci sono legami tra i Casamonica e la provincia di Napoli che vanno approfonditi. Questo clima di violenza è reale e nessuno può dire di non aver visto niente”. Sempre “La stampa” sottolinea oggi la presenza di molte persone provenienti da Terzigno ai funerali “scandalo”.

venerdì 7 agosto 2015

Qualcuno ricordi a Sabella dove si trova la mafia.

spiagge litorale di roma
Io, Giuliana e Manuela, con gli attivisti abbiamo fatto accesso agli atti per avere tutte le concessioni degli arenili con scadenza il 31 dicembre 2013 e in seguito abbiamo chiesto controlli e revoca di tutte quelle che fossero risultate non in regola. L'abbiamo urlato in aula, in commissione, mentre gli amici di partito dell'assessore Sabella, quelli che frequenta ancora oggi, non hanno saputo fare altro che biascicare per i corridoi del municipio. C'è una mozione presentata da noi che chiede la revoca dell'indecente bando per le spiagge di Roma Capitale fatto nel 2012. Abbiamo presentato due documenti, tutti votati all'unanimità, per aprire due varchi decenti: uno alla spiaggia della Rotonda e uno al Pontile. Ci siamo occupati degli abusi di Castel Porziano e abbiamo denunciato NOI l'affittopoli dei parcheggi agli stabilimenti balneari. Abbiamo occupato il consiglio per il nuovo bando delle spiagge libere e per l'assegnazione diretta del 3° Cancello a Castel Porziano (3050 euro al mese per tutta la stagione UNA VERGOGNA). 


ostia spiaggia bene comune
Abbiamo fatto manifestazioni in piazza e richiesto un consiglio straordinario sulle spiagge presentando un documento che racchiude tutto il contrario delle bugie che ha dichiarato Sabella sulla stampa, se così si puoi definire l'Unità. Un documento che lui ha letto benissimo, insieme a Tassone, chiuso nel suo ufficio, quando con il partito democratico gli davano copertura politica e mediatica. Le bugie SABELLA le può raccontare da un'altra parte, tanto la nuova verginità il pd non la ritrova. Sul tema, potrebbe andare a leggersi tutti i verbali dei consigli e delle commissioni che hanno visto le persone di cui ancora si circonda e che riceve in municipio, PANCIA A TERRA con i poteri forti di questo territorio. Le attenzioni particolari per le spiagge il suo Pd le ha avute tutte, ma di altro genere. Quando dico tutte significa tutte. Per il resto, dopo aver letto le accuse di Buzzi che dice "da Zingaretti e Marino soldi a tutti", fossi in Sabella mi preoccuperei dei suoi riferimenti politici, quelli che lui ha definito onesti, perché sembra che il principale accusato in ‪#‎MafiaCapitale‬ non abbia solo distribuito soldi per la campagna elettorale di Marino. 


spiaggia bene comune municipio x
ps. L'assessore si può conservare queste nostre foto come promemoria - Spiaggia Bene Comune sbarca ad uno degli stabilimenti di Balini per chiedere libero accesso e abbattimento del lungo-muro a luglio 2010. Il‪#‎M5S‬ occupa il municipio per difendere le spiagge a marzo 2014. In tutte e due le situazioni tengo in mano uno striscione senza aver mai cambiato idea.
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DAL FATTO QUOTIDIANO

"Se uno deve fare una campagna elettorale e se deve dare i soldi al comitato di Zingaretti si rivolge a Cionci, se devi dare i soldi a Marino, ti rivolgi a Cionci", dice il numero uno delle coop a Roma, che punta ancora il dito contro il presidente della Regione Lazio in merito all'appalto del Recup, il centro unico per le prenotazioni della sanità laziale. Il governatore: "Solo fango per colpire il nostro governo. In due anni e mezzo le coop legate al sodalizio non hanno preso un centesimo".

Politici, imprenditori, faccendieri e tanti tanti soldi. Salvatore Buzzi, una delle figure di spicco di Mafia capitale e numero uno delle coop a Roma, ha iniziato a parlare: e davanti ai pm romani ha ricostruito il giro di mazzette con cui si assicurava le commesse. Interrogato nel carcere in Sardegna dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, l’ex capo della Cooperativa 29 giugno elenca fatti, nomi e circostanze ammettendo però “che molte cose gli sono state raccontate da Luca Odevaine“. Anche l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni ha iniziato a rispondere ai magistrati, ma i suoi verbali sono segretati: ad assistere Odevaine, è l’avvocato Luca Petrucci, ex presidente dell’istituto autonomo case popolari, difensore storico di Luigi Lusi e Piero Marrazzo. E mentre si aspetta di capire cosa ha messo a verbale Odevaine, Buzzi racconta ai pm dei rapporti con l’attuale giunta capitolina, e delle differenze tra l’amministrazione di Ignazio Marino e Gianni Alemanno. “Con Alemanno comandavano gli assessori, con Marino i dirigenti dei dipartimenti – dice l’uomo delle coop – Nell’anomalia del Comune di Roma i 78 milioni di euro con Marino li decisero in maniera vaga addirittura senza appalto, quindi c’abbiamo questi meccanismi, capito? Cioè io le vorrei dire una cosa che sembra banale, i vuoti si riempiono, quindi se io non mi occupo delle cose il mio posto viene preso sicuramente da qualcun altro, quindi qual era il nostro problema quotidiano tutti i giorni? Era sbattersi tra la politica e tra i dirigenti, passà sui corridoi, assumere persone” Durante i suoi interrogatori, Buzzi tira in ballo anche Nicola Zingaretti, il presidente della regione Lazio citato nella vicenda del maxi appalto per il Recup, il centro di prenotazione unico della sanità laziale, vicenda in cui compare anche un altro indagato: l’ex capo di gabinetto del governatore, Maurizio Venafro. Secondo l’uomo di Mafia capitale, Zingaretti avrebbe fatto un patto con il leader di Forza Italia Luca Gramazio. “Gramazio – mette a verbale Buzzi – va da Zingaretti e gli dice: guarda, l’opposizione sono io non è Storace, che c’ha un solo consigliere, e quindi l’accordo diventa Zingaretti-Gramazio. Praticamente Zingaretti dice: Non ti preoccupare, fai questa cosa con Venafro, ci penso io con Venafro. Da quel momento in poi si parla solo con Venafro. Fatto l’accordo politico a monte col presidente poi parli col capo di gabinetto. Gramazio per essere sicuro che l’accordo fosse rispettato chiede che gli venga inserito un membro in commissione, perché era una gara da 90 milioni di euro”. Buzzi, inoltre, indica in Peppe Cionci, “l’uomo di Zingaretti”, come “la persona dei soldi“. “Se uno deve fare una campagna elettorale – racconta Buzzi – e se deve dare i soldi al comitato di Zingaretti si rivolge a Cionci, se devi dare i soldi a Marino, ti rivolgi a Cionci, tutti a Cionci. È un uomo abbastanza conosciuto a Roma”. Il braccio destro di Massimo Carminati racconta anche della vicenda legata all’acquisto della sede della Provincia. Buzzi, riportano alcuni quotidiani in edicola oggi, specifica di non avere conoscenza diretta della vicenda “non gli so dire tutti i passaggi, glieli dico così”. “La sede della Provincia fu comprata da Parnasi con contratto di acquisto praticamente prima ancora di costruì l’immobile. Quindi viene bandita la gara, vince Parnasi, si incazza tanto con Caltagirone, tant’è vero che il Messaggero fa campagna per giorni e giorni su questa storia, perché ovviamente Caltagirone se perde un metro cubo si arrabbia e anche perché Parnasi facendo questa operazione si salva dal fallimento. Operazione che vale 180 milioni di euro”. Immediata la replica di Zingaretti: “Da Buzzi arriva solo fango per colpire il nostro buon governo”. “Fino ad oggi – precisa il governatore – ho preferito parlare il minimo possibile, confido e sono certo che i magistrati sapranno fare luce su queste dichiarazioni calunniose per cui ho già querelato Buzzi. Oggi però, ho deciso che avrei dovuto rispondere, reagire al fango che mi è stato gettato addosso”, contrattacca Zingaretti con un lungo post su Facebook, parlando dei racconti fatti da Buzzi ai magistrati, “fatti in cui lui non è coinvolto direttamente ma che gli vengono raccontati da terze persone. Insomma lui stesso ammette che si potrebbe trattare di cialtronerie, di chiacchiericcio, di falsità. Siamo alla delazione per sentito dire”. Riguardo gli appalti, “non esistono e non sono mai esistite spartizioni di nessun tipo. Non lo dico io ma lo dicono i fatti: in due anni e mezzo di presidenza della Regione con oltre 4 miliardi di bandi assegnati, le cooperative legate a Mafia capitale non hanno preso un centesimo”. In riferimento alle accuse sulla nuova sede della Provincia, il governatore scrive: “La Provincia di Roma non comprò nessun palazzo prima che venisse costruito. Compito della mia amministrazione, insediatasi nel maggio 2008, fu quello di portare a termine una operazione avviata nel 2005 dalla precedente amministrazione”.