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mercoledì 8 luglio 2026

La guerra la paghi tu

La guerra la paghi tu: una verità chiara e tonda che il Governo si rifiuta di confessare agli italiani.  

L'enorme esborso per spese militari deciso da Meloni e soci ha un effetto devastante su tanti settori essenziali per la nostra vita, dalla sanità ai trasporti, sport, dall'ambiente alla cultura. Ricadute enormi di cui bisogna essere coscienti quando arriverà il momento di votare. 

Per questo il Movimento 5 Stelle ha organizzato un incontro a Ostia per spiegare da dove vengono tolti i soldi che la destra vuole spendere nelle armi. Appuntamento sabato 18 luglio, ore 19:00, in piazza Anco Marzio ad Ostia. 

Partecipare vuol dire essere informati e consapevoli delle scelte fatte da chi ci governa.

mercoledì 24 settembre 2025

Attaccata la Flotilla con gli aiuti umanitari per Gaza

Ora se la prendono anche con le barche pacifiche della Global Sumud Flotilla – che trasportavano aiuti umanitari verso Gaza. 

Questa notte sono state colpite almeno 7 imbarcazioni, a cui hanno distrutto le vele. Sono state attaccate con ordigni assordanti, probabilmente “flash-bang”, lanciati da droni, e sono state colpite con sostanze urticanti. 

Tra le imbarcazioni danneggiate ci sono quelle con a bordo parlamentari M5S e AVS. Per fortuna non ci sono feriti, ma le vele sono state rese inservibili su diverse unità. Sono state colpite imbarcazioni battenti bandiera italiana. È un episodio molto grave, che crea un precedente. Ci auguriamo che il Governo intervenga, mettendo da parte l’attuale atteggiamento timido. 

Difendere queste missioni significa difendere il diritto internazionale, la dignità umana e la libertà dei popoli. Questo silenzio fin qui equivale a complicità. 

lunedì 22 settembre 2025

Chi bombarda i bambini bombarda il futuro!

Secondo alcune inchieste giornalistiche, l’Italia avrebbe esportato verso Israele tonnellate di nitrato d’ammonio e oltre 140 tonnellate di materiali detonanti. Si tratta di sostanze a duplice uso: possono servire in agricoltura o nell’industria, ma anche essere impiegate per la fabbricazione di esplosivi ad alto potenziale. 

La quantità riportata è molto elevata (migliaia di tonnellate dopo il 7 ottobre 2023) e pone interrogativi inquietanti: l’Italia è davvero uno dei principali fornitori di queste sostanze a Israele? Se così fosse, saremmo di fronte a un coinvolgimento diretto e gravissimo del nostro Paese in un conflitto in cui vengono colpiti civili e rase al suolo centinaia di abitazioni ogni giorno. 

E' inaccettabile che, dietro la copertura del “duplice uso”, l’Italia possa contribuire con le proprie esportazioni a un massacro che la comunità internazionale denuncia come crimine di guerra. Questo governo è ormai al capolinea. 

mercoledì 26 marzo 2025

il 'Rearm Europe' è un piano folle

Sono completamente d'accordo con Giuseppe Conte. Per questo abbiamo deciso di presentare una mozione in Campidoglio per invitare il sindaco a farsi ambasciatore di pace e di sviluppo presso il Governo e presso gli altri Comuni italiani. 

La guerra non risolverà i problemi dell'Italia e dell'Europa. Spendere 800 miliardi per un piano di riarmo è folle: perché non investire questa stessa cifra in sanità, istruzione, welfare, infrastrutture tecnologiche, opere pubbliche? Tutti noi, dai cittadini fino ai leader politici mondiali, possiamo fare qualcosa per cambiare la direzione che sta prendendo il mondo. 

Dobbiamo rendere chiaro che le persone non vogliono il 'Rearm Europe', ma un mondo migliore da lasciare ai loro figli. Bisogna rivedere le priorità della spesa pubblica, puntare sul miglioramento della qualità della vita e sul fare rete tra Enti locali per far sentire la voce dei territori. 

Soprattutto, ripartire dalla cultura, insegnando la pace nelle scuole. Solo così potremo spezzare la catena dell'odio e della guerra.

lunedì 3 marzo 2025

Trump bullizza Zelensky e Meloni rimane in silenzio

Mentre nello Studio Ovale volano parole pesanti contro l’Ucraina, Giorgia Meloni resta in silenzio. Sempre pronta a schierarsi con i potenti di turno, ma quando si tratta di difendere chi lotta per la libertà... sparisce! 

Chi tace acconsente? 

giovedì 21 novembre 2024

Le guerre sono come una corsa infinita su un tapis roulant: tutti corrono, nessuno avanza

Spendiamo miliardi in armi, ma non riusciamo a trovare il budget per curare i malati o educare i nostri figli.
 
Costruiamo muri per difenderci, ma abbattiamo i ponti che ci uniscono.
 
Diamo il nome di "pace" a trattati che ci preparano alla prossima battaglia. 

Forse il paradosso più grande è che sappiamo come fare la pace, ma non abbiamo ancora imparato a volerla davvero. 

Siamo davvero incapaci di fermarci, o semplicemente non ci proviamo abbastanza?

martedì 31 ottobre 2023

"Paolo, ma tu da che parte stai?"

Il mio cuore sta con il popolo palestinese. Non con Hamas, che si è macchiata di un attacco ignobile; ma anche con le persone israeliane che meno di tutte hanno voce in questa terribile storia. Ma penso anche che, israeliani o palestinesi, i morti vadano rispettati. Non mi piace questo clima da stadio che si sta costruendo sui media. 

Mentre scrivo mi risulta che a Gaza siano 8306 i morti, tra cui 3457 bambini e 2136 donne; i feriti 21048. La polizia israeliana ha invece annunciato di aver identificato i corpi di 1.135 connazionali uccisi: 823 civili e 312 soldati. 
Ecco, io sto con le famiglie di queste persone - tutte - che oggi piangono le decisioni scellerate di pochi altri. 

Ma le parole lasciano il tempo che trovano. Al massimo sono una fune che alcuni cercano di tirare dalla loro parte. E non si accorgono che questa fune è legata intorno al collo di poveri innocenti.

mercoledì 23 marzo 2022

Con la guerra o con la pace? Domani per Roma Capitale sarà la prova del nove.

Ieri ho presentato una mozione importante, chiedendo che l’Assemblea Capitolina si esprimesse contro l’aumento dei fondi destinati all’acquisto di armi. Il Pd ha rimandato la discussione a domani, giovedì.

 oglio essere chiaro: il mio sostegno al popolo ucraino è fortissimo e immutato; qui però si tratta di spendere 50 miliardi di euro in cinque anni in forniture belliche, anziché nella costruzione di scuole e ospedali! Dietro la mia proposta c’erano infatti le parole di Papa Francesco, che ha condannato le nuove spese militari. Parole con cui anche Gualtieri dovrebbe essere d’accordo, visto che all’incontro di fine anno con il Pontefice aveva detto di condividere il suo ‘approccio più vicino alle persone, all'ambiente e alla solidarietà’. 

Dalla maggioranza infatti ci sono già voci favorevoli, come Europa Verde Ecologista. Fernando Bonessio, che la rappresenta, ha firmato il mio documento dimostrando coerenza con la linea finora sostenuta. Staremo a vedere domani cosa uscirà fuori dal cappello della sinistra, che è sempre pronta a sventolare la bandiera arcobaleno. L’augurio è che non cedano alla tentazione di clamorose retromarce e dimostrino, una volta per tutte, di stare dalla parte della pace.

domenica 20 marzo 2022

Non si può rispondere alla guerra con scelte di guerra

Una scelta che non mi piace perché gli unici investimenti che ritengo necessari sono quelli che mettono al centro le persone e i loro diritti, la lotta a disuguaglianze e povertà, e gli interventi necessari per la giustizia sociale e ambientale non di certo l’aumento delle spese militari che in questi giorni molti stanno sostenendo. E’ disarmante assistere ad una continuità preoccupante con le scelte del passato in cui nonostante le crisi economiche si è tagliato tutto: scuola, welfare, sistema sanitario, formazione. Oggi non si può rispondere alla guerra con scelte di guerra, ma con la forza delle sanzioni economiche e con investimenti politici per la riaffermazione del dialogo come chiave della risoluzione delle tensioni internazionali. 

Idee e soluzioni, come l’interessante proposta di Alessandro Orsini (Fatto Quotidiano) di vincolare l'entità delle sanzioni da comminare a Putin al numero di bambini uccisi piuttosto che all'andamento complessivo della guerra russa. Un approccio già utilizzato dall'Onu in occasione della campagna militare nello Yemen (2015), durante la quale i piloti sauditi sganciavano bombe all'impazzata colpendo un gran numero di obiettivi civili. In questo modo, l'Onu riuscì a disincentivare il lancio degli ordigni e, di conseguenza, a ridurre i decessi tra i bambini yemeniti. Salvare i bambini ucraini e, più in generale, i civili, è un obiettivo prioritario a cui nessuno può e deve sottrarsi, non lo è di certo il pensiero di fornire all'Ucraina armi sempre più letali o l’aumento di 12 miliardi per spese militari. Non armi per la Guerra ma idee per la Pace. 

Questo deve fare chi si ritrova nel bel mezzo di una crisi sociale (oltre che economica) per la pandemia, e che deve affrontare uno dei periodi più bui in termini di disuguaglianze sociali e che non sa come aiutare le famiglie per affrontare la crisi energetica. E poi come faceva notare qualcuno negli ultimi mesi se i governi rinunciassero alle spese militari per sole 26 ore, avremmo 5,5 miliardi di dollari a disposizione per salvare 34 milioni di persone dalla fame nei prossimi mesi in Paesi piegati da guerra, pandemia e cambiamenti climatici.