Guardate che il mio non è sarcasmo ma un grido di dolore. La democrazia in politica prevede dei contrappesi che in questo caso a Roma non esistono.
Il nulla! Non esiste opposizione. Non c'è vita davanti a noi.
I vecchi partiti di destra sono alla canna del gas e sono preoccupato anche dal Partito Democratico inesistente, questo è grave soprattutto in una città come Roma. Piddini assenti, non ci mettono mai la faccia. Pensano di fare politica nascondendosi dietro flebili iniziative di cittadini come nel caso della protesta in programma il giorno 27 in Campidoglio, dove, pur di non morire, infilano un loro assessore municipale e pregano per presenziare. Fanno comunicati e spintonano per apparire.
Sono come il prezzemolo sono dappertutto. In incognito però 😁
Fingono di sostenere la legalità, dopo aver dimostrato in passato la loro permeabilità al malaffare attraverso alcuni esponenti. Cercano ancora di occupare spazi fisici quando perdono, giorno per giorno, quelli intellettuali.
Il Partito Democratico è un caso unico che sta morendo non solo a causa della sua stessa mano ma grazie anche all'accanimento terapeutico di giornali come Repubblica che continuano a parlare bene di loro e a inventare balle su di noi. Più fanno così e più la gente non gli crede. È così che perdono e-lettori.
Sono un caso disperato. Aiutiamoli.
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venerdì 19 ottobre 2018
I partiti a Roma non esistono più
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giovedì 25 maggio 2017
Che vergogna questi vecchi partiti
Questa è la considerazione che hanno per la gente di Roma. Vogliono apparire per quello che non sono strumentalizzando tutto e alla prova dei fatti rimangono al palo. 'Cittadini truffati e amministratori menefreghisti' potrebbe essere lo spot elettorale per questi vecchi partiti. Una vergogna!
lunedì 10 aprile 2017
Le differenze con i vecchi partiti
A volte è necessario rimarcare certe differenze: differenze che ci portano verso il futuro e che ci consegnano dei partiti che presto non esisteranno più.
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martedì 17 maggio 2016
Chi finanzia i candidati degli altri partiti?
La mia campagna elettorale costerà poche centinaia di euro. In questo modo dovrò rendere conto solo ai cittadini. Vedo intorno a me la macchina organizzativa dei partiti finanziata dai rimborsi elettorali (praticamente la paghi tu), poi quella dei singoli candidati che spendono migliaia di euro.
Da dove vengono questi soldi e chi finanzia questi politici? Vogliono qualcosa indietro i loro finanziatori? Io credo di si! Come al solito la politica con le pezze al sedere dei partiti si sta legando mani e piedi ai potentati romani. Non cambia nulla e la storia si ripete. Non farti fregare!
Da dove vengono questi soldi e chi finanzia questi politici? Vogliono qualcosa indietro i loro finanziatori? Io credo di si! Come al solito la politica con le pezze al sedere dei partiti si sta legando mani e piedi ai potentati romani. Non cambia nulla e la storia si ripete. Non farti fregare!
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domenica 27 dicembre 2015
Dopo aver depredato Roma i partiti provano ad ingannare di nuovo gli elettori.
Con il nuovo anno arrivano le tecniche di mimetismo o di camuffamento con l'obiettivo di ingannare il prossimo elettore. Arrivano i falsi contenitori civici che sembrano slegati dalla precedente politica, i nuovi partiti che nascondono i responsabili principali della disfatta di Roma, con loro i giovani (per modo di dire) figli della vecchia politica, tutti pronti al rilancio della città dopo averla usata e depredata. Non vi fate ingannare da chi non ha il coraggio e l'orgoglio di usare il proprio simbolo per portare avanti la propria idea. Non vi fate prendere in giro. Partito democratico e sinistra ecologia e libertà hanno amministrato il nostro territorio prima che mafia capitale portasse alla luce le loro responsabilità. Insieme a loro i Radicali con la lista Marino.
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venerdì 30 ottobre 2015
Giochi finiti, partiti falliti.
Insieme a Marino, questa classe politica, ha violentato la più bella città del mondo. Sono qualcosa di indescrivibile e patetico. Questa città va amata e curata, ha bisogno di buoni esempi, competenze e onestà per ripartire e dare il meglio di se stessa. Poi all'ultimo l'epilogo è una conferma. Sono 25 in una grande ammucchiata a firmare le proprie dimissioni per far cadere un sindaco già caduto da tempo (consiglieri tra Pd, CD, Fdi e lista Marchini). Va bene, avrebbero potuto sottoscrivere la mozione di sfiducia depositata da tempo dal M5S per far dimettere il Sindaco, ma hanno preferito restare unirsi tra loro così come sono: partiti legati mani e piedi al vecchio sistema. Hanno scelto di uscire dalla porta di servizio del Campidoglio con le dimissioni, piuttosto che assumersi le loro responsabilità in Aula. Il fallimento di una classe politica disgustosa che proverà a mettere nuovamente le mani sulla cosa pubblica e su Roma. Noi non lo permetteremo camminando a testa alta, dentro e fuori dai palazzi, tra la gente.
Roma è dalla nostra parte pronta a votare la rinascita e l'onestà.
Paolo Taverna commenta la situazione in Campidoglio
Marino, fine dei giochi: 26 consiglieri firmano le dimissioni
Fine dei giochi. Le dimissioni contestuali di 26 consiglieri, uno più del numero necessario, causano lo scioglimento dell’assemblea capitolina, della giunta, già orfana di otto assessori, e di conseguenza la decadenza di Ignazio Marino dalla carica di sindaco. Ora il prefetto di Roma dovrà nominare un commissario. Ai 21 consiglieri della maggioranza - i 19 consiglieri dem, uno del Centro democratico e uno della Lista Civica - si sono aggiunti due “fittiani”, due della Lista Marchini e Roberto Cantiani di Ncd. L’Osservatore Romano: raramente la Capitale esposta così «Sta assumendo i contorni di una farsa la vicenda legata alle dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ieri, con una mossa in verità non del tutto inattesa, ha ritirato la lettera con cui lo scorso 12 ottobre aveva rinunciato al suo incarico». Così l’Osservatore Romano, uscito nel pomeriggio, con un breve articolo di cronaca intitolato «Roma attende di conoscere il suo futuro». Marino «ha motivato la scelta, chiedendo un confronto in aula con la maggioranza che lo ha sostenuto nei due anni della sua amministrazione. Ben sapendo, tuttavia, che una maggioranza disposta a sostenerlo non esiste più. Tanto è vero che, dopo una lunga riunione svoltasi ieri sera nella sede del Pd, sono attese per oggi le dimissioni di almeno 25 consiglieri capitolini, dimissioni che, salvo ulteriori sorprese, dovrebbero portare allo scioglimento immediato del Consiglio comunale e dunque al decadimento di sindaco e giunta. Ha avuto intanto conferma - scrive il giornale vaticano - la notizia che Marino è indagato per peculato in merito alla vicenda degli scontrini. Ieri la Procura di Roma ha invece smentito la notizia - fatta circolare dai legali del sindaco - della richiesta di archiviazione dell’inchiesta su una onlus fondata proprio da Marino». «Al di là di ogni altra valutazione resta il danno, anche di immagine, arrecato a una città abituata nella sua storia a vederne di tutti i colori, ma raramente esposta a simili vicende».
Marino indagato per peculato
Il giorno dopo il ritiro delle sue dimissioni si è riaperto il fronte delle note spese e il sindaco risulta a tutti gli effetti indagato per peculato. Con la conferma del suo legale, in relazione all’uso della carta di credito dell’amministrazione comunale per cene di rappresentanza o istituzionali. «Devo prendere atto di avere dato la mia lealtà a un bugiardo» ha twittato nell’immediatezza il senatore Pd ed ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito commentando la notizia. Per scongiurare la decisione in blocco dei consiglieri il primo cittadino si è speso fino all’ultimo. «Se c’è una tale fortissima ostinazione a persuadere i consiglieri eletti dal popolo a sottrarsi al confronto col sindaco eletto dal popolo, c’è una ragione che mi sfugge» ha detto alla presentazione del nuovo cda della Fondazione Musica per Roma. «Mi chiedo perché se un sindaco chiede un confronto in un luogo democratico come l’Aula, le forze politiche usano qualunque strumento, anche le dimissioni di massa, per impedire questo confronto».
Paolo Taverna commenta la situazione in Campidoglio
Marino, fine dei giochi: 26 consiglieri firmano le dimissioni
Fine dei giochi. Le dimissioni contestuali di 26 consiglieri, uno più del numero necessario, causano lo scioglimento dell’assemblea capitolina, della giunta, già orfana di otto assessori, e di conseguenza la decadenza di Ignazio Marino dalla carica di sindaco. Ora il prefetto di Roma dovrà nominare un commissario. Ai 21 consiglieri della maggioranza - i 19 consiglieri dem, uno del Centro democratico e uno della Lista Civica - si sono aggiunti due “fittiani”, due della Lista Marchini e Roberto Cantiani di Ncd. L’Osservatore Romano: raramente la Capitale esposta così «Sta assumendo i contorni di una farsa la vicenda legata alle dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ieri, con una mossa in verità non del tutto inattesa, ha ritirato la lettera con cui lo scorso 12 ottobre aveva rinunciato al suo incarico». Così l’Osservatore Romano, uscito nel pomeriggio, con un breve articolo di cronaca intitolato «Roma attende di conoscere il suo futuro». Marino «ha motivato la scelta, chiedendo un confronto in aula con la maggioranza che lo ha sostenuto nei due anni della sua amministrazione. Ben sapendo, tuttavia, che una maggioranza disposta a sostenerlo non esiste più. Tanto è vero che, dopo una lunga riunione svoltasi ieri sera nella sede del Pd, sono attese per oggi le dimissioni di almeno 25 consiglieri capitolini, dimissioni che, salvo ulteriori sorprese, dovrebbero portare allo scioglimento immediato del Consiglio comunale e dunque al decadimento di sindaco e giunta. Ha avuto intanto conferma - scrive il giornale vaticano - la notizia che Marino è indagato per peculato in merito alla vicenda degli scontrini. Ieri la Procura di Roma ha invece smentito la notizia - fatta circolare dai legali del sindaco - della richiesta di archiviazione dell’inchiesta su una onlus fondata proprio da Marino». «Al di là di ogni altra valutazione resta il danno, anche di immagine, arrecato a una città abituata nella sua storia a vederne di tutti i colori, ma raramente esposta a simili vicende».
Marino indagato per peculato
Il giorno dopo il ritiro delle sue dimissioni si è riaperto il fronte delle note spese e il sindaco risulta a tutti gli effetti indagato per peculato. Con la conferma del suo legale, in relazione all’uso della carta di credito dell’amministrazione comunale per cene di rappresentanza o istituzionali. «Devo prendere atto di avere dato la mia lealtà a un bugiardo» ha twittato nell’immediatezza il senatore Pd ed ex assessore ai Trasporti Stefano Esposito commentando la notizia. Per scongiurare la decisione in blocco dei consiglieri il primo cittadino si è speso fino all’ultimo. «Se c’è una tale fortissima ostinazione a persuadere i consiglieri eletti dal popolo a sottrarsi al confronto col sindaco eletto dal popolo, c’è una ragione che mi sfugge» ha detto alla presentazione del nuovo cda della Fondazione Musica per Roma. «Mi chiedo perché se un sindaco chiede un confronto in un luogo democratico come l’Aula, le forze politiche usano qualunque strumento, anche le dimissioni di massa, per impedire questo confronto».
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lunedì 27 aprile 2015
Interessi in comune, anzi in municipio.
Se in questo municipio "mafia Capitale" fosse stata solo di destra o solo di sinistra, sarebbe stato facile sconfiggerla. Invece gli affari rossi e quelli neri si mescolano da sempre su questo territorio. Carminati socio della coop di Salvatore Buzzi che da una mano ad Andrea Tassone del partito democratico e con l'altra, tramite Fabrizio Franco Testa, sostiene l'ex candidato presidente di destra alle ultime elezioni municipali. Poi i modi di destra e sinistra che in questi anni a partire da Orneli, passando per Vizzani e arrivando a Tassone hanno governato insieme tutelando gli stessi interessi che non erano quelli dei cittadini. Bisogna avere coraggio per dirla questa cosa e per mettere un MI PIACE su questa verità.
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