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mercoledì 3 giugno 2026

A Ostia un polo sportivo del mare

Oggi Moira Di Mario, su Il Messaggero, pubblica un bellissimo articolo sulle nostre idee e su quelle di chi questo sport lo pratica ogni giorno con impegno e dedizione. Un hub sportivo per Ostia. Lo abbiamo immaginato così. 

Prosegue la nostra proposta, che poi è la proposta di tutti. E non lo dico per sminuire il lavoro fatto, anzi. Credo davvero che certe idee e certe soluzioni debbano diventare un patrimonio condiviso. 

Questo percorso è iniziato insieme a chi vive il mare: le associazioni, le scuole sportive, chi pratica gli sport acquatici e quelli sulla sabbia. Poi il progetto ha preso forma in Municipio, dove si è costruita una larga condivisione. Ora arriva la fase più importante: gli emendamenti al Piano di Utilizzazione degli Arenili in Aula Giulio Cesare. 

Il principio è semplice: separare le associazioni sportive e le scuole di formazione dalle concessioni balneari, considerando le difficoltà oggettive che avranno nel partecipare a bandi onerosi legati alla riqualificazione del lungomare. 

Per questo proponiamo: 

spazi dedicati alle attività sportive nelle aree esterne alle spiagge libere; nuove opportunità nel Parco del Mare e nelle aree previste dal settore sportivo-naturalistico del Piano; 
la possibilità di individuare spazi acquei dedicati, in presenza di determinate condizioni marine, superando il vuoto normativo nazionale; una spiaggia per il kitesurf; 
un hub sportivo demaniale aperto a tutti. 

In sintesi: più sport, più mare pubblico, più occasioni per i giovani. 

Ostia ha bisogno di visione, non di recinti.

giovedì 16 aprile 2026

Così fanno in tutto il mondo

Le spiagge non ci sono più e, da troppo tempo, sembrano latitare anche i cervelli chiamati a difenderle. 

Le metodologie finora sperimentate sul litorale di Roma per combattere l’erosione sono state uno spreco enorme di risorse pubbliche e hanno mostrato nel tempo tutti i loro limiti. Barriere frangiflutti e scogliere soffolte non hanno mai risolto davvero il problema, non hanno un valore turistico e, in più, impediscono la pratica degli sport acquatici. 

Non solo incidono sulla dinamica dei sedimenti, contribuendo spesso a trasferire il fenomeno erosivo da un tratto di costa all’altro, come più volte segnalato anche da alcuni balneari di Ostia, ma producono anche impatti evidenti sul paesaggio e sulla fruizione del mare, creando vere e proprie barriere. 

Il mare di Roma è invece una risorsa straordinaria, ancora troppo poco valorizzata. I reef artificiali, accompagnati da uno studio serio e approfondito, possono trasformare il litorale romano in un punto di riferimento nazionale e internazionale per gli sport acquatici, il turismo e la cultura del mare, nel pieno rispetto dell’ambiente e con nuove opportunità per il territorio e per i giovani. 

Non solo sport acquatici, ma anche immersioni, rigenerazione della fauna marina e valorizzazione dell’ecosistema costiero. 

Anche in Italia sono già state sperimentate modalità di difesa che non si limitano a pennelli e scogliere. È il caso di Ventimiglia, dove è stata realizzata una secca artificiale sommersa finalizzata a dissipare il moto ondoso, governare la dinamica dei sedimenti e creare onde utili allo sport. Un altro progetto pilota è previsto a Genova con opere di stabilizzazione della spiaggia. 

Questa è la nostra proposta e su questo stiamo lavorando!

venerdì 7 novembre 2025

Gli sport acquatici un valore aggiunto per il litorale romano

Oggi nella Commissione Sport di Roma Capitale si è tornati a parlare del Mare di Roma e di chi lo vive. Il tema è importante: dare spazi e regole alle associazioni che praticano surf e paddleboard, sport di livello olimpico che portano in acqua centinaia di ragazzi. 

Abbiamo discusso di una mozione che voglio portare in Assemblea Capitolina, insieme a tutte le forze politiche, chiedere che, nella prossima ordinanza balneare, sia concesso l'utilizzo temporaneo di spazi acquei per queste discipline. 

La Capitale non può permettersi che delle attività così rilevanti non siano contemplate dalle regolamentazioni e dalle ordinanze; non sarebbe un messaggio positivo. Per consentire la pratica sicura di questi sport è necessario individuare spazi separati da quelli dei bagnanti, anche in base alle condizioni del meteo e del mare; tali spazi possono essere individuati dagli stessi assistenti bagnanti, come già accade in numerose località balneari in tutto il mondo. 

Inoltre, per le spiagge libere nello specifico, dobbiamo dare agli sportivi la possibilità di ricavarsi piccole zone d'ombra per le loro attrezzature. Tutto ciò restando sempre vigili sulla sicurezza delle tavole, sulla tutela ambientale e sull'accessibilità delle spiagge per ogni cittadino. 

Quella condotta oggi in Commissione è stata una discussione positiva, che porterà a benefici concreti per i romani e il loro Mare senza necessità di spese ulteriori. 
Il prossimo passo deve riguardare il kitesurf, anch'esso sparito dalle ordinanze balneari romane, che vorremo trattare in una seduta successiva. Lo sport è ormai riconosciuto costituzionalmente: non possiamo distinguere tra discipline di serie A e di serie B, perché tutte sono un valore aggiunto per il Litorale e la nostra città.

martedì 29 luglio 2025

Serve una visione strategica sull’economia del mare

È tempo che Roma Capitale metta in campo una visione strategica sull’economia del mare. Per questo porterò al prossimo Consiglio straordinario un ordine del giorno per istituire una nuova società partecipata interamente pubblica, dedicata esclusivamente alla gestione, valorizzazione e sviluppo del comparto costiero e marittimo. 

L'ufficio di scopo proposto dal Sindaco Gualtieri può essere l'elemento transitorio fino all'approvazione del Piano di Utilizzazione degli Arenili che darà il via ai bandi pluriennali e agli investimenti, ma dobbiamo superare la logica dei dipartimenti, dove troppo spesso le proposte e le idee rimangono intrappolate nella burocrazia. Serve uno strumento agile, pubblico e trasparente, capace di agire e restituire risultati concreti ai territori perché pensare che il mare sia solo sabbia e spiagge è un errore che non possiamo più permetterci. 

Con questa nuova partecipata, l’obiettivo è riversare le royalties versate dai concessionari delle spiagge in un fondo pubblico che consenta a Roma Capitale di reinvestire in servizi, infrastrutture leggere, sicurezza, decoro urbano, manutenzione del litorale, delle darsene, del porto turistico e promozione del patrimonio marittimo. Ma non basta: Roma Capitale deve anche prevedere risorse proprie in bilancio, in conto capitale, da destinare a questa partecipata, così da costruire una governance pubblica forte, in grado di pianificare, intervenire e valorizzare davvero il mare di Roma. 

Inoltre, la nuova azienda potrà partecipare direttamente alla gestione dei fondi europei, intercettando finanziamenti per progetti di rigenerazione, turismo sostenibile, digitalizzazione e sicurezza costiera. Tutti gli enti, dalle istituzioni locali alle autorità portuali, dalle regioni ai ministeri, potranno contribuire al buon andamento della società, collaborando con trasparenza per garantire una visione condivisa e funzionale al bene comune.

Chi si aggiudica una concessione demaniale marittima deve restituire valore alla collettività. Le risorse non devono disperdersi nei capitoli di bilancio, ma tornare visibili sotto forma di servizi e progetti utili. Con questa partecipata possiamo efficientare la gestione del litorale, attrarre investimenti, supportare le cooperative dei pescatori, promuovere il turismo sostenibile e sostenere lo sport del mare. 

Una partecipata dell’economia del mare alla luce della riforma imminente di Roma Capitale è lo strumento giusto per evitare che gli introiti derivanti dalle concessioni finiscano nel nulla. È ora di superare la burocrazia e dare concretezza alle idee. I soldi dei cittadini devono tornare ai cittadini, sotto forma di servizi, sviluppo e bellezza. E' proprio in questa direzione che domani presenteremo un Ordine del giorno a mia prima firma per l'istituzione di una partecipata in house di Roma Capitale dedicata alla valorizzazione e al supporto dell’economia del mare.

giovedì 12 ottobre 2023

Il nostro Mare vuole crescere: serve una nuova stagione balneare!

La stagione balneare romana? Un concetto vecchio e superato. 

O meglio, è superato il modo in cui viene interpretata dalle amministrazioni, che la limita ai "classici" mesi estivi. 

Però il clima sta cambiando: Vi piacerebbe avere alcuni servizi anche ad ottobre? 

Poi ci sono i grandi eventi sportivi e culturali, che possono creare un nuovo turismo per il nostro territorio. L'anno prossimo si inizierà già da fine settembre: perché non far trovare delle spiagge ancora aperte e ben attrezzate? 

Per questo chiederò in Campidoglio e alla Regione di collaborare per far estendere la stagione balneare. 

Il nostro territorio è in fermento e ha voglia di crescere. 
L'amministrazione pubblica deve stare al passo!