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mercoledì 17 giugno 2026

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è realtà

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è realtà, e grazie ai nostri emendamenti questo vuol dire anche più sport e più diritti. 

Il Piano approvato oggi in Assemblea Capitolina è uno strumento che rivoluziona il Mare di Roma, sul quale abbiamo lavorato fin dalla scorsa consiliatura: il suo principio cardine è che le spiagge libere di Castel Porziano, che libere resteranno, possono essere escluse dal computo del 50% di spiagge libere previsto dalla legge, in quanto le aree non fanno parte delle competenze regionali ma sono pertinenti alla Presidenza della Repubblica. 

È proprio questo passaggio che ha permesso di immaginare davvero il futuro del Litorale, perché quei metri lineari di spiaggia libera vengono recuperati nella parte centrale di Ostia: con l’abbattimento del lungomuro, la rimozione delle barriere e il recupero della vista del mare. 

Oltre il 58% della costa sarà destinato a spiagge libere e libere attrezzate. Considerando anche Castel Porziano, arriviamo al 64% di spiagge libere con servizi. Sono previsti nuovi chioschi in legno, a bassissimo impatto ambientale, uno ogni 300 metri, pensati per garantire servizi senza compromettere il paesaggio. 

Il Piano introduce inoltre regole più chiare per gli stabilimenti, maggiore attenzione all’accessibilità e una tutela ambientale più forte. Un impianto che consentirà finalmente di creare nuove spiagge libere anche intorno ai luoghi simbolo di Ostia, come il Pontile e la Rotonda, esattamente come accade nelle principali località balneari internazionali. 

L’approvazione in Aula Giulio Cesare dei nostri emendamenti e delle nostre integrazioni al Regolamento, proposte anche dai nostri consiglieri municipali, garantiranno inoltre spazi adeguati per la formazione e più diritti alle associazioni che praticano sport acquatici e su sabbia. Esattamente come avviene nelle altre capitali europee, dove la formazione sportiva è separata dalle concessioni balneari. 

I nostri atti rendono così il PUA particolarmente innovativo per la regolamentazione di questi sport, superando anche le mancanze e i ritardi accumulati dalle norme nazionali. Una previsione importante individua, inoltre, un tratto di arenile nei pressi del Canale Palocco da destinare al kitesurf. 

Ma non c'è solo lo sport: il M5S pensa anche all'inclusione e all'accessibilità con i nostri emendamenti, con la modifica dell’art. 25 che introduce il principio della progettazione universale, con strumenti digitali e di orientamento multisensoriale destinati a persone neurodivergenti, con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico. 

Finalmente Roma Capitale sarà nelle condizioni di lanciare bandi pluriennali, chiedendo ai concessionari investimenti veri per riqualificare e ricostruire spazi belli, moderni e funzionali.

mercoledì 3 giugno 2026

A Ostia un polo sportivo del mare

Oggi Moira Di Mario, su Il Messaggero, pubblica un bellissimo articolo sulle nostre idee e su quelle di chi questo sport lo pratica ogni giorno con impegno e dedizione. Un hub sportivo per Ostia. Lo abbiamo immaginato così. 

Prosegue la nostra proposta, che poi è la proposta di tutti. E non lo dico per sminuire il lavoro fatto, anzi. Credo davvero che certe idee e certe soluzioni debbano diventare un patrimonio condiviso. 

Questo percorso è iniziato insieme a chi vive il mare: le associazioni, le scuole sportive, chi pratica gli sport acquatici e quelli sulla sabbia. Poi il progetto ha preso forma in Municipio, dove si è costruita una larga condivisione. Ora arriva la fase più importante: gli emendamenti al Piano di Utilizzazione degli Arenili in Aula Giulio Cesare. 

Il principio è semplice: separare le associazioni sportive e le scuole di formazione dalle concessioni balneari, considerando le difficoltà oggettive che avranno nel partecipare a bandi onerosi legati alla riqualificazione del lungomare. 

Per questo proponiamo: 

spazi dedicati alle attività sportive nelle aree esterne alle spiagge libere; nuove opportunità nel Parco del Mare e nelle aree previste dal settore sportivo-naturalistico del Piano; 
la possibilità di individuare spazi acquei dedicati, in presenza di determinate condizioni marine, superando il vuoto normativo nazionale; una spiaggia per il kitesurf; 
un hub sportivo demaniale aperto a tutti. 

In sintesi: più sport, più mare pubblico, più occasioni per i giovani. 

Ostia ha bisogno di visione, non di recinti.

martedì 26 maggio 2026

Mare, sole, Ostia

Una giornata bellissima: mare, sole, Ostia. Alcune immagini dell’evento di domenica per ribadire con forza un principio semplice: il mare non è una proprietà da sfruttare, ma un bene comune da vivere, rispettare e difendere.

Surf Paddle Out

La manifestazione è la loro. Però per uno come me, che vive il mare di Ostia e questo sport lo pratica da quando era bambino, il cuore batte forte. 

Ragazzi e ragazze puliti, autentici, probabilmente gli ambientalisti più concreti che esistano. Quelli veri. Invece di urlare slogan, portano proposte. E riescono a racchiuderle dentro una festa. Questa festa. 

Chiedono semplicemente il diritto di poter fare sport. Un diritto che oggi troppo spesso viene ostacolato dalla mancanza di norme nazionali chiare e da un sistema mare che, negli anni, è stato tutto fuorché inclusivo. Un sistema che poco ha fatto per il loro futuro, per la loro crescita, per creare spazi dove sport, educazione e comunità possano convivere. 

Ci sono scuole di sport olimpici, famiglie, mamme, padri e figli che meritano di essere ascoltati. E da parte mia avranno sempre sostegno. Sono convinto che anche l’amministrazione saprà raccogliere questo messaggio. 

Come gli antichi guardavano a Nettuno con rispetto e timore, oggi questi ragazzi ci ricordano che il mare non è una proprietà da sfruttare, ma un bene da vivere e un diritto da difendere. Tra onde, surf e libertà, sta crescendo una generazione che non resta a guardare.

martedì 19 maggio 2026

Surf Paddle Out

Ci sarò. 
Questa domenica parteciperò con convinzione al “Surf Paddle Out”, l’iniziativa promossa dalle associazioni, dalle scuole di formazione e dagli operatori del settore. Perché, come ci hanno ricordato in questi mesi, i loro diritti non si mettono al bando. 
L’appuntamento è alle ore 11:00 al Pontile di Ostia, in Piazza dei Ravennati. 

Conosco chi pratica questi sport, il loro equilibrio con la natura, la parte gioiosa di queste discipline e il rispetto per l’ambiente che è innato nella loro cultura. La loro non è una protesta urlata. È una richiesta di aiuto che nessuno dovrebbe ignorare. 

L’assenza di una disciplina nazionale chiara rispetto alla pratica di questi sport acquatici — che ricordo essere anche sport olimpici — deve trovare spazio nel Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma Capitale, che a breve arriverà in Aula Giulio Cesare. 
Chiedono rispetto per lo sport e per chi ogni giorno investe tempo, competenze e sacrifici in queste attività. È assurdo che una start-up sportiva sia legata mani e piedi a un subaffitto deciso anno per anno da un concessionario balneare. Loro non sono imprese balneari sono imprenditori dello sport. 

Perché, a differenza di molte altre discipline sportive, i loro impianti esistono già: sono la sabbia e il mare. Infrastrutture naturali che rendono questi sport tra i più sostenibili che esistano, con un impatto ambientale praticamente nullo. 
Slegare il loro futuro dalle concessioni balneari e immaginare spazi esterni fronte mare dedicati allo sport è una proposta di buon senso. 

Parliamo di risorse umane, capacità collettive e talenti che vanno salvaguardati. Parliamo di giovani a cui dobbiamo dare risposte concrete.

lunedì 11 maggio 2026

Un futuro per le discipline acquatiche

Abbiamo deciso da tempo di sostenere il loro impegno. Credo che dovrebbero farlo tutte le forze politiche. Qui non ci sono simboli politici, ma persone vere che chiedono attenzione, rispetto e risposte concrete. È questo lo spirito dell’iniziativa. 

Qualcosa si sta muovendo, è vero. C’è anche un giusto inseguimento da parte di alcuni, perché il problema è in acqua e sulla sabbia, ma la soluzione definitiva sta nelle stanze di un Ministero e nei livelli più alti delle istituzioni. È una questione che riguarda tutte le coste italiane. 

Parliamo di discipline olimpiche che non possono essere praticate per mancanza di regole chiare. Non si può sentire. 

Noi, però, non siamo abituati a stare con le mani in mano. Per questo ci siamo portati avanti: stanno arrivando in Aula, in Campidoglio, proposte importanti sul Piano di Utilizzazione degli Arenili per dare finalmente una casa, una possibilità e un futuro alle scuole di formazione, agli sportivi delle discipline acquatiche e sulla sabbia. La normalità, verrebbe da dire. Quello che, pur con mille difficoltà, hanno già tante discipline sportive in questa città. 

Vogliamo soprattutto che le start-up e le realtà sportive siano slegate dalle concessioni balneari. Perché essere un’impresa sportiva non significa dover essere per forza un’impresa balneare. Gli investimenti delle associazioni, dei giovani e dello sport non possono dipendere da un subaffitto o dalla volontà di qualcuno che può toglierti gli spazi da un giorno all’altro, magari solo perché ha cambiato idea. 

Risorse umane, capacità collettiva, talento ed economia vanno tutelati, soprattutto quando riguardano giovani e sport. E i giovani non devono essere messi davanti alla necessità di investire enormi capitali per gestire una spiaggia: capitali che spesso piccole imprese e attività appena nate non hanno. 

Le ordinanze balneari e il Piano di Utilizzazione degli Arenili possono essere una risposta concreta e anticipata alle loro esigenze, in acqua e sulla spiaggia. 

Sono sicuro che Roberto Gualtieri e Alessandro Onorato saranno d’accordo con noi. 

Roma può fare da capofila e risolvere questa questione già nelle prossime settimane, anticipando i tempi e dimostrando di essere in prima fila nel sostegno alle nuove generazioni, allo sport e all’impresa.

martedì 21 aprile 2026

Sport acquatici: maggiori opportunità, più crescita

Se ti dicessero che non puoi correre in un parco o fare sport all’aria aperta perché una legge non ti riconosce, cosa penseresti? 
Eppure oggi, per molti sport acquatici, è esattamente così. 
Surf, SUP, canoa: discipline olimpiche che non possono essere praticate liberamente proprio negli spazi più adatti, il mare e la costa. 
Non solo. 
Le associazioni sportive che operano sull’acqua non hanno accesso reale agli spazi: o diventano imprese balneari, oppure devono chiedere “ospitalità” e pagare altri concessionari. Questo significa una sola cosa: meno opportunità per i giovani, meno accesso allo sport, meno crescita. 
Come può una ASD o una start-up sportiva programmare il futuro senza certezze? Senza spazi? Senza regole eque? 
Qui non è solo una questione di sport. È una questione di diritti. 

Noi stiamo lavorando per cambiare questo sistema: 
nel Piano di Utilizzazione degli Arenili e chiedendo norme chiare e giuste all'attuale amministrazioni e al Governo. 
Perché non esistono sport di serie A e sport di serie B. 
E i diritti non si mettono a bando.

giovedì 16 aprile 2026

Così fanno in tutto il mondo

Le spiagge non ci sono più e, da troppo tempo, sembrano latitare anche i cervelli chiamati a difenderle. 

Le metodologie finora sperimentate sul litorale di Roma per combattere l’erosione sono state uno spreco enorme di risorse pubbliche e hanno mostrato nel tempo tutti i loro limiti. Barriere frangiflutti e scogliere soffolte non hanno mai risolto davvero il problema, non hanno un valore turistico e, in più, impediscono la pratica degli sport acquatici. 

Non solo incidono sulla dinamica dei sedimenti, contribuendo spesso a trasferire il fenomeno erosivo da un tratto di costa all’altro, come più volte segnalato anche da alcuni balneari di Ostia, ma producono anche impatti evidenti sul paesaggio e sulla fruizione del mare, creando vere e proprie barriere. 

Il mare di Roma è invece una risorsa straordinaria, ancora troppo poco valorizzata. I reef artificiali, accompagnati da uno studio serio e approfondito, possono trasformare il litorale romano in un punto di riferimento nazionale e internazionale per gli sport acquatici, il turismo e la cultura del mare, nel pieno rispetto dell’ambiente e con nuove opportunità per il territorio e per i giovani. 

Non solo sport acquatici, ma anche immersioni, rigenerazione della fauna marina e valorizzazione dell’ecosistema costiero. 

Anche in Italia sono già state sperimentate modalità di difesa che non si limitano a pennelli e scogliere. È il caso di Ventimiglia, dove è stata realizzata una secca artificiale sommersa finalizzata a dissipare il moto ondoso, governare la dinamica dei sedimenti e creare onde utili allo sport. Un altro progetto pilota è previsto a Genova con opere di stabilizzazione della spiaggia. 

Questa è la nostra proposta e su questo stiamo lavorando!

lunedì 2 marzo 2026

Ad Ostia arriva anche lo spazio per i surfisti

Ci sono piccole cose che possono diventare grandi. Individuare spazi acquei dedicati alla pratica del surf, in determinate condizioni marine, significa riconoscere il lavoro delle associazioni che potranno operare in sicurezza e dare la giusta opportunità a centinaia di bambini che potranno imparare a cavalcare le onde del litorale romano. 
 
Ieri è stata approvata la mozione a mia prima firma, che ho presentato e condiviso con la Commissione Sport. Ringrazio il Presidente Bonessio per aver contribuito, insieme alla maggioranza, a rendere possibile questa prima vera svolta per il surf a Roma. 
 
Roma Capitale sarà la prima città costiera a dare un segnale concreto in questa direzione, in attesa che il legislatore e il Parlamento intervengano sul Codice della Navigazione per riconoscere pienamente questa disciplina con regole adeguate. Oggi le ordinanze impongono che il surf venga praticato a 200 metri dalla battigia, quando i frangenti si formano a pochi metri dalla riva: una contraddizione che, di fatto, ne impedirebbe la pratica.
 
Se ne parlava da anni. Ora abbiamo sbloccato la situazione. 
Il surf, oggi sport olimpico, ottiene finalmente un primo riconoscimento formale nella nostra città. Il lavoro non è concluso, ma questo è un passaggio decisivo: Roma Capitale inserirà nell’ordinanza balneare stagionale una regolamentazione specifica della disciplina. 
 
E non finisce qui. Con il prossimo Piano di Utilizzazione degli Arenili destineremo anche spazi sulla sabbia a supporto delle attività sportive. 
Roma è Roma. 
E oggi lancia un segnale a tutto il Paese.
 

mercoledì 14 gennaio 2026

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è tornato dalla Regione Lazio a seguito della Valutazione Ambientale Strategica. Ora si apre una fase decisiva: dobbiamo lavorare per confermare e rafforzare la previsione dell’area sportiva e ricreativa, che avevamo voluto con chiarezza. 

È un’opportunità concreta per dare spazio, struttura e continuità a molte attività sportive e ai soggetti che le promuovono. Gli sport acquatici e quelli sulla sabbia rappresentano l’8% del totale degli sport a Roma e sono un patrimonio che il litorale non sta ancora valorizzando appieno. 

L’acqua è un’infrastruttura già esistente: non richiede cemento, solo organizzazione. La sabbia è una risorsa preziosa: non servono grandi investimenti per trasformarla in spazi sportivi. 

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme per attrarre giovani, turismo e attività economiche. Basta smettere di pensarli come “stagionali” e iniziare a usarli come leva permanente di sviluppo sportivo e territoriale. 

lunedì 1 dicembre 2025

Lo sport come leva per il rilancio del litorale romano

Altro che periferia: Ostia si dimostra all'avanguardia degli sport. 

Ieri in Consiglio municipale sono stati approvati due atti importanti: 
-Uno valorizza il surf e gli altri sport acquatici; 
-L'altro dà sostegno politico alla candidatura per ospitare la Rome World Cup 2026 di skateboard nel meraviglioso Skate Park di Ostia. 

Lo sport non è solo un "gioco": è salutare e formativo per chi lo pratica, è sviluppo economico per le attività locali, è l'antitesi del degrado e dell'illegalità. 

E Ostia non esiste solo d'estate: grazie allo sport può essere un territorio vivo e produttivo tutto l'anno. Come lei, tutte le altre cosiddette "periferie". 

Ringrazio i nostri consiglieri, e quelli di maggioranza, per essersi fatti portavoce di questa visione.

lunedì 24 novembre 2025

Gli sport acquatici un patrimonio scarsamente valorizzato dalla Capitale

Gli sport acquatici e quelli sulla sabbia sono un patrimonio che Roma e il suo Litorale non stanno ancora valorizzando appieno. 

I campionati mondiali di beach volley del 2022 furono giocati a Roma. Ma non sulla sabbia di Ostia: su quella riportata nel Parco del Foro Italico. È come organizzare un campionato internazionale di vela non sul Tirreno, ma nel laghetto dell’EUR, i conti non tornano. 

L’acqua è un’infrastruttura già esistente: non richiede costruzione, solo organizzazione. La sabbia è una risorsa preziosa, ma non servono grandi investimenti per ricavarne degli spazi sportivi. 

Purtroppo Roma Capitale investe poco sullo sport - da sempre; basta leggere il bilancio. Stiamo sprecando un potenziale enorme che potrebbe attirare giovani, turisti, federazioni e investitori.  

Dobbiamo usare gli sport acquatici e su sabbia come leva permanente (non stagionale!) di sviluppo. Dobbiamo investire di più. Dobbiamo avere un po' di sana immaginazione. 

Ps. questo è il Beach Volleyball World Pro Tour 2024 in Portogallo.

venerdì 7 novembre 2025

Gli sport acquatici un valore aggiunto per il litorale romano

Oggi nella Commissione Sport di Roma Capitale si è tornati a parlare del Mare di Roma e di chi lo vive. Il tema è importante: dare spazi e regole alle associazioni che praticano surf e paddleboard, sport di livello olimpico che portano in acqua centinaia di ragazzi. 

Abbiamo discusso di una mozione che voglio portare in Assemblea Capitolina, insieme a tutte le forze politiche, chiedere che, nella prossima ordinanza balneare, sia concesso l'utilizzo temporaneo di spazi acquei per queste discipline. 

La Capitale non può permettersi che delle attività così rilevanti non siano contemplate dalle regolamentazioni e dalle ordinanze; non sarebbe un messaggio positivo. Per consentire la pratica sicura di questi sport è necessario individuare spazi separati da quelli dei bagnanti, anche in base alle condizioni del meteo e del mare; tali spazi possono essere individuati dagli stessi assistenti bagnanti, come già accade in numerose località balneari in tutto il mondo. 

Inoltre, per le spiagge libere nello specifico, dobbiamo dare agli sportivi la possibilità di ricavarsi piccole zone d'ombra per le loro attrezzature. Tutto ciò restando sempre vigili sulla sicurezza delle tavole, sulla tutela ambientale e sull'accessibilità delle spiagge per ogni cittadino. 

Quella condotta oggi in Commissione è stata una discussione positiva, che porterà a benefici concreti per i romani e il loro Mare senza necessità di spese ulteriori. 
Il prossimo passo deve riguardare il kitesurf, anch'esso sparito dalle ordinanze balneari romane, che vorremo trattare in una seduta successiva. Lo sport è ormai riconosciuto costituzionalmente: non possiamo distinguere tra discipline di serie A e di serie B, perché tutte sono un valore aggiunto per il Litorale e la nostra città.

lunedì 27 novembre 2023

Urban Sports, Water Sports and Comics: Il codice per parlare ai giovani

Cercare un equilibrio, cadere e poi rialzarsi sempre: gli sport come lo skateboard, il surf e la breakdance ci danno una grande lezione di vita e ci permettono di parlare alle nuove generazioni. 

Ecco cosa ho detto all’evento “Urban Sports, Water Sports and Comics – Il codice per parlare ai giovani” che abbiamo organizzato venerdì scorso in Campidoglio. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato!