martedì 20 gennaio 2026

E-sports e nuove generazioni: opportunità o rischio?

In questi giorni mi sto interrogando seriamente su un tema che non possiamo più rimandare. È complesso, a tratti scomodo, ma centrale per il futuro dello sport. 

E-sports, sport digitali e nuove generazioni: opportunità o rischio? 

Oggi i numeri ci dicono che i giovani parlano sempre meno il linguaggio dello sport tradizionale. Allo stesso tempo, gli e-sports crescono perché intercettano abitudini, piattaforme e modalità di partecipazione profondamente cambiate. 

Qui sta il nodo:
– più coinvolgimento, nuovi linguaggi, nuove risorse; 
– ma anche rischi reali di dipendenza, iper-commercializzazione e perdita di valori. 

Il punto non è inseguire una moda, né difendere il passato. Il punto è governare il cambiamento. 

Integrare sì, ma con regole chiare e senza compromettere l’etica olimpica e sportiva.

venerdì 16 gennaio 2026

È giusto che un ragazzo resti per strada perché fare sport costa troppo?

C’è una domanda semplice che dovremmo farci tutti. 
È giusto che un ragazzo resti per strada ogni pomeriggio solo perché fare sport costa troppo? 
In molte periferie succede così. 
Non mancano la voglia o il talento. 
Mancano le condizioni: iscrizioni care, certificati medici a pagamento, troppa burocrazia. 
E quando un genitore non riesce a offrire un’alternativa, non è una colpa. 
È un fallimento del sistema. 
Per questo lo sport non è un passatempo. 
È una politica pubblica essenziale: educazione, salute, sicurezza, comunità. 
Se vogliamo una Roma più giusta e più forte, dobbiamo garantire a tutti la possibilità di iniziare. Ovunque si viva. 
Qualunque sia il reddito. 
Da qui nasce l’idea del Fondo per l’Accesso allo Sport di Roma Capitale. 
Perché i diritti non si raccontano: si rendono praticabili.

mercoledì 14 gennaio 2026

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è tornato dalla Regione Lazio a seguito della Valutazione Ambientale Strategica. Ora si apre una fase decisiva: dobbiamo lavorare per confermare e rafforzare la previsione dell’area sportiva e ricreativa, che avevamo voluto con chiarezza. 

È un’opportunità concreta per dare spazio, struttura e continuità a molte attività sportive e ai soggetti che le promuovono. Gli sport acquatici e quelli sulla sabbia rappresentano l’8% del totale degli sport a Roma e sono un patrimonio che il litorale non sta ancora valorizzando appieno. 

L’acqua è un’infrastruttura già esistente: non richiede cemento, solo organizzazione. La sabbia è una risorsa preziosa: non servono grandi investimenti per trasformarla in spazi sportivi. 

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme per attrarre giovani, turismo e attività economiche. Basta smettere di pensarli come “stagionali” e iniziare a usarli come leva permanente di sviluppo sportivo e territoriale. 

martedì 13 gennaio 2026

Lo sport come strumento di rigenerazione sociale nelle periferie

Lo possiamo proprio dire! Lo Sport può essere leva di sicurezza nei quartieri e nelle periferie di Roma. 

Perché poi alla fine non è solo competizione o tempo libero: è uno strumento concreto di rigenerazione sociale e sicurezza nei territori urbani, specie ai margini della città. Nel nostro programma Roma 2027 lo sport è declinato anche come “Sport e Periferie”, ponendo l’accento sulla centralità dell’accesso allo sport diffuso come diritto e volano per lo sviluppo locale. 

Lo sport rafforza la sicurezza nelle nostre città perché diventa un presidio sociale naturale, anche come deterrente dei crimini. Strade e impianti sportivi frequentati significano più persone presenti, più “occhi” sui quartieri e più interazioni positive — fattori che scoraggiano comportamenti antisociali. 

Partecipare ad attività sportive promuove relazioni tra residenti di diversa età, genere e cultura; abbassa barriere sociali, costruisce senso di comunità e fiducia reciproca, elementi chiave per quartieri più sicuri. 

E alla fine, cosa non da poco, offrire percorsi sportivi strutturati permette di agganciare i giovani in attività positive anziché lasciarli senza aggregazione o per strada. Questo impatta direttamente sui fattori che favoriscono devianza e microcriminalità. Per possiamo dire ad alta voce: Sport è sicurezza!

lunedì 12 gennaio 2026

Lo sport per il bene comune cresce

Stiamo crescendo giorno dopo giorno, e il merito è tutto loro: i Referenti di Roma. Figure chiave che stanno dando struttura e visione al progetto: Referente Paralimpico, Comunicazione e Media, Parità di Genere, Delegati allo Sport dei Municipi. 

Oggi abbiamo fatto un passo concreto verso una Roma più inclusiva e al passo con le altre capitali europee, ospitando per la prima volta una comunità straniera e avviando un percorso di coinvolgimento reale attraverso lo sport. 

Il cammino verso Roma 2027 continua con novità strategiche importanti. 
Entrano nel gruppo di lavoro: Alessia Tofanacchio, responsabile dei rapporti con la Regione Lazio, ruolo chiave per rafforzare il coordinamento istituzionale. 

Francesco Selli, nuovo anello di congiunzione con il network giovani, a cui abbiamo affidato da subito il tema degli E-sports e delle nuove discipline emergenti, linguaggi sempre più centrali per le nuove generazioni. 

Non solo: stanno prendendo forma idee innovative e concrete, tra cui un ulteriore avanzamento sul Fondo per l’inclusione allo sport di Roma Capitale e sul tema dell’impiantistica accessibile, completamente pubblica e realmente fruibile. 

Il tour continua. Dopo il Mare di Roma, il prossimo evento sarà il Municipio II, il 17 febbraio. 

Roma 2027 – Lo sport per il bene comune cresce. 
Giorno dopo giorno.

lunedì 5 gennaio 2026

Vogliamo le palestre della salute a Roma

Muoversi è una terapia.
Da oltre vent’anni in Italia parliamo di esercizio terapeutico e oggi il consenso scientifico è netto L’attività fisica è una terapia non farmacologica a tutti gli effetti: Non fa miracoli ma riduce le malattie abbassa i costi sanitari e migliora in modo concreto la qualità della vita. 

I benefici aumentano quando il movimento si integra con una buona alimentazione mobilità attiva gestione dello stress e benessere mentale. Qui si apre il vero capitolo della salute pubblica. È rivolta a chi ha patologie croniche non trasmissibili a chi è a rischio e può prevenirle e a chi ha patologie autoimmuni ed è invitato a fare attività fisica ma non sa come e dove. 

È un approccio a 360 gradi che riguarda anche fragilità sociali quadri psicologici delicati anziani isolamento e fragilità motorie. Sport e attività fisica migliorano la vita e diventano una piattaforma naturale di inclusione e collaborazione con il terzo settore e le imprese sociali. 

Un ecosistema che genera salute coesione sociale valore economico. La leva più semplice più economica e più immediata che abbiamo.