lunedì 11 maggio 2026

Un futuro per le discipline acquatiche

Abbiamo deciso da tempo di sostenere il loro impegno. Credo che dovrebbero farlo tutte le forze politiche. Qui non ci sono simboli politici, ma persone vere che chiedono attenzione, rispetto e risposte concrete. È questo lo spirito dell’iniziativa. 

Qualcosa si sta muovendo, è vero. C’è anche un giusto inseguimento da parte di alcuni, perché il problema è in acqua e sulla sabbia, ma la soluzione definitiva sta nelle stanze di un Ministero e nei livelli più alti delle istituzioni. È una questione che riguarda tutte le coste italiane. 

Parliamo di discipline olimpiche che non possono essere praticate per mancanza di regole chiare. Non si può sentire. 

Noi, però, non siamo abituati a stare con le mani in mano. Per questo ci siamo portati avanti: stanno arrivando in Aula, in Campidoglio, proposte importanti sul Piano di Utilizzazione degli Arenili per dare finalmente una casa, una possibilità e un futuro alle scuole di formazione, agli sportivi delle discipline acquatiche e sulla sabbia. La normalità, verrebbe da dire. Quello che, pur con mille difficoltà, hanno già tante discipline sportive in questa città. 

Vogliamo soprattutto che le start-up e le realtà sportive siano slegate dalle concessioni balneari. Perché essere un’impresa sportiva non significa dover essere per forza un’impresa balneare. Gli investimenti delle associazioni, dei giovani e dello sport non possono dipendere da un subaffitto o dalla volontà di qualcuno che può toglierti gli spazi da un giorno all’altro, magari solo perché ha cambiato idea. 

Risorse umane, capacità collettiva, talento ed economia vanno tutelati, soprattutto quando riguardano giovani e sport. E i giovani non devono essere messi davanti alla necessità di investire enormi capitali per gestire una spiaggia: capitali che spesso piccole imprese e attività appena nate non hanno. 

Le ordinanze balneari e il Piano di Utilizzazione degli Arenili possono essere una risposta concreta e anticipata alle loro esigenze, in acqua e sulla spiaggia. 

Sono sicuro che Roberto Gualtieri e Alessandro Onorato saranno d’accordo con noi. 

Roma può fare da capofila e risolvere questa questione già nelle prossime settimane, anticipando i tempi e dimostrando di essere in prima fila nel sostegno alle nuove generazioni, allo sport e all’impresa.

venerdì 8 maggio 2026

Con l’approvazione del PUA si apre una fase nuova per il mare di Roma

L’approvazione del Piano di Utilizzazione degli Arenili da parte della Giunta Gualtieri è una buona notizia. 

È un percorso cominciato nella scorsa consiliatura, che oggi si finalizza in piena sintonia con l’attuale amministrazione e manifesta una visione comune su cosa deve essere il mare di Roma. 

Il superamento del cemento politico, economico e culturale sul mare di Roma sta finalmente diventando realtà. 

Nelle prossime settimane il Piano arriverà in Aula e avremo la possibilità di migliorare ancora alcuni aspetti, specialmente nel settore sportivo del piano. 

Con l’approvazione definitiva si chiuderà una lunga stagione di fisiologico logoramento, disservizi e incertezze: proroghe continue, assegnazioni stagionali obbligate dalla legge, abusi edilizi e un sistema economico fragile, fondato troppo spesso sull’assenza di visione politica e imprenditoriale del “famo come ce pare”. 

Ci sono voluti anni per andare oltre, e servirà ancora tempo, ma la luce in fondo al tunnel oggi si vede chiaramente. 

Credo che l’impresa balneare debba sostenere questo nuovo modello amministrativo, finalmente solido, capace di dare certezze, favorire investimenti e rendere il mare e le spiagge di Roma più accessibili, belle e attrattive. 

Aver escluso le spiagge libere di Castel Porziano dal computo del 50% solo ai fini del calcolo delle spiagge libere obbligatorie per legge ci ha permesso di trasformare parte delle concessioni demaniali in spiagge libere attrezzate e di progettare l’abbattimento dell’ormai noto “lungomuro”. 

L’economia del litorale ha sofferto e sta soffrendo ancora, ma quando un sistema così importante crolla per mancanza di legalità, visione politica e imprenditoriale, purtroppo il prezzo da pagare è alto. 

Con l’approvazione in Aula del Piano di Utilizzazione degli Arenili si apre una fase nuova: un futuro migliore, più moderno e finalmente all’altezza della Capitale d’Italia. 

Dunque avanti tutta!

Ostia tempio mondiale dello skateboard

Ostia è ormai il tempio mondiale dello skateboard. Da settimane lo skatepark “The Spot” è diventato il luogo dove i migliori talenti internazionali preparano la propria stagione agonistica. E non vengono qui soltanto per allenarsi: vengono perché amano il nostro Litorale e si sentono parte di una comunità. 

Molti di loro, prima ancora di raggiungere i pochi alberghi di Ostia, arrivano con le valigie direttamente allo skatepark per salutare amici, tecnici e ragazzi che vivono questo spazio ogni giorno. 

Anche quest’anno, grazie al lavoro condiviso di tutte le istituzioni coinvolte, Ostia ospiterà una tappa della Coppa del Mondo di skateboard, valida per la qualificazione olimpica verso Los Angeles 2028. 

Ma c’è di più. Durante la presentazione del programma 2026 di Skate Italia, alla quale ho partecipato con grande interesse, è emersa una novità straordinaria: l’offerta internazionale triplicherà. 

Accanto allo skateboard arriveranno infatti anche le tappe mondiali di scootering e roller freestyle. Per due settimane, quindi, i migliori atleti del pianeta saranno protagonisti nel grande tempio degli sport rotellistici del nostro Litorale: “The Spot”. 

Parliamo di una manifestazione capace di attrarre sportivi da ogni continente non soltanto durante le gare, ma anche nei mesi precedenti, trasformando Ostia in un punto di riferimento stabile per l’intero movimento internazionale. 

Il valore sportivo, sociale e culturale di questo progetto è ormai evidente. Basta affacciarsi allo skatepark per vedere campionesse come Sky Brown o campioni come Danny León allenarsi insieme alle ragazze e ai ragazzi della nostra città. 

Il gioco di squadra tra istituzioni, la realizzazione dell’impianto nella scorsa consiliatura e l’impegno dell’attuale amministrazione stanno trasformando il Litorale romano in una grande opportunità per i giovani e, allo stesso tempo, nella vetrina mondiale di uno degli sport più amati e seguiti del momento.

martedì 5 maggio 2026

Fare sport nelle periferie è più difficile

Abbiamo ascoltato chi ogni giorno manda avanti associazioni, palestre e comunità di ragazzi. Il quadro è chiaro: nelle periferie fare sport è più difficile. Meno spazi, meno opportunità, più ostacoli per chi vuole fare impresa sportiva. 

Per questo abbiamo scelto di stare lì: nelle periferie, dove il bisogno è maggiore e il nostro intervento può fare davvero la differenza.

lunedì 4 maggio 2026

Intitoliamo il Centro Paralimpico di Roma ad Alex Zanardi

La proposta di Virginia mi convince molto. Intitolare il Centro Paralimpico di Roma ad Alex Zanardi e' un riconoscimento giusto e doveroso per un campione immenso. 

E' una idea solida che ho subito condiviso personalmente con l'assessore allo Sport Alessandro Onorato, il quale ha giustamente apprezzato la proposta; sono convinto che anche il sindaco e l'intera Assemblea capitolina sapranno sostenerla. 

Zanardi e' molto piu' di un atleta: e' un simbolo, un esempio concreto di resilienza, determinazione e valore umano. Il suo percorso rappresenta un messaggio potente per i giovani e per tutta la comunita'. Roma ha l'opportunita' di ribadire questi valori in modo chiaro e permanente. 

Sono fiducioso che anche il Comitato Italiano Paralimpico e il Centro Paralimpico accoglieranno positivamente questa proposta.

Sostenere lo sport non basta

Mercoledì 29 aprile nel IV Municipio non abbiamo fatto un altro convegno sullo sport. Abbiamo ascoltato chi ogni giorno tiene in piedi associazioni, campi, ragazzi. 
 
E la realtà è semplice: nelle periferie lo sport è più difficile. Ci sono meno spazi. E fare impresa sportiva è una salita continua. 
 
Per questo “sostenere lo sport” non basta più. 
Il programma sullo sport per Roma che stiamo costruendo parte da un metodo: ascoltare, intervenire, replicare. 
Roma riparte anche da qui.