giovedì 22 gennaio 2026

Lo sport non è solo benessere, ma anche infrastruttura sociale

La sicurezza prima di tutto. Non ci sono dubbi: quartieri vissuti, curati e partecipati sono quartieri più sicuri. 
Aprire gli impianti sportivi e diffondere la pratica sportiva vuol dire creare presenza quotidiana, relazioni reali e responsabilità condivisa. È questo che deve fare un’amministrazione pubblica. 

Dobbiamo iniziare a capire che lo sport non è solo benessere: è infrastruttura sociale. 

Gli impianti sportivi attivi diventano presidi naturali di legalità, luoghi di aggregazione e inclusione, soprattutto nelle aree più fragili della città. 
Il risultato è semplice: più persone, più vita, meno degrado. 

Si parla troppo spesso di sicurezza in modo strumentale, mettendo al centro solo la repressione. Ma le soluzioni vere stanno altrove. 
Investire nello sport significa proteggere i quartieri. 
La sicurezza non è solo controllo: è una comunità che funziona.

martedì 20 gennaio 2026

E-sports e nuove generazioni: opportunità o rischio?

In questi giorni mi sto interrogando seriamente su un tema che non possiamo più rimandare. È complesso, a tratti scomodo, ma centrale per il futuro dello sport. 

E-sports, sport digitali e nuove generazioni: opportunità o rischio? 

Oggi i numeri ci dicono che i giovani parlano sempre meno il linguaggio dello sport tradizionale. Allo stesso tempo, gli e-sports crescono perché intercettano abitudini, piattaforme e modalità di partecipazione profondamente cambiate. 

Qui sta il nodo:
– più coinvolgimento, nuovi linguaggi, nuove risorse; 
– ma anche rischi reali di dipendenza, iper-commercializzazione e perdita di valori. 

Il punto non è inseguire una moda, né difendere il passato. Il punto è governare il cambiamento. 

Integrare sì, ma con regole chiare e senza compromettere l’etica olimpica e sportiva.

venerdì 16 gennaio 2026

Fare sport è diventato un privilegio

Immagina di tornare a casa la sera e trovare tuo figlio ancora sotto casa. 
Sempre lì. Ogni giorno. 
Non perché non abbia talento o voglia, ma perché fare sport è diventato un privilegio. 

Quando vivi in periferia e tuo figlio passa i pomeriggi in strada perché lo sport costa troppo – tra iscrizioni, certificati, burocrazia – non ti senti irresponsabile. 
Ti senti impotente. 

Ecco perché lo sport non può essere trattato come un extra. 
È una politica sociale, prima ancora che sportiva. 

Se vogliamo davvero una città più sicura, più sana, più giusta, dobbiamo partire da qui: rendere lo sport accessibile, vicino, possibile. 

Per questo vogliamo istituire il Fondo per l’Accesso allo Sport di Roma Capitale. 
Roma non ha bisogno di altre parole. 
Ha bisogno di fatti.

mercoledì 14 gennaio 2026

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili è tornato dalla Regione Lazio a seguito della Valutazione Ambientale Strategica. Ora si apre una fase decisiva: dobbiamo lavorare per confermare e rafforzare la previsione dell’area sportiva e ricreativa, che avevamo voluto con chiarezza. 

È un’opportunità concreta per dare spazio, struttura e continuità a molte attività sportive e ai soggetti che le promuovono. Gli sport acquatici e quelli sulla sabbia rappresentano l’8% del totale degli sport a Roma e sono un patrimonio che il litorale non sta ancora valorizzando appieno. 

L’acqua è un’infrastruttura già esistente: non richiede cemento, solo organizzazione. La sabbia è una risorsa preziosa: non servono grandi investimenti per trasformarla in spazi sportivi. 

Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme per attrarre giovani, turismo e attività economiche. Basta smettere di pensarli come “stagionali” e iniziare a usarli come leva permanente di sviluppo sportivo e territoriale. 

martedì 13 gennaio 2026

Lo sport come strumento di rigenerazione sociale nelle periferie

Lo possiamo proprio dire! Lo Sport può essere leva di sicurezza nei quartieri e nelle periferie di Roma. 

Perché poi alla fine non è solo competizione o tempo libero: è uno strumento concreto di rigenerazione sociale e sicurezza nei territori urbani, specie ai margini della città. Nel nostro programma Roma 2027 lo sport è declinato anche come “Sport e Periferie”, ponendo l’accento sulla centralità dell’accesso allo sport diffuso come diritto e volano per lo sviluppo locale. 

Lo sport rafforza la sicurezza nelle nostre città perché diventa un presidio sociale naturale, anche come deterrente dei crimini. Strade e impianti sportivi frequentati significano più persone presenti, più “occhi” sui quartieri e più interazioni positive — fattori che scoraggiano comportamenti antisociali. 

Partecipare ad attività sportive promuove relazioni tra residenti di diversa età, genere e cultura; abbassa barriere sociali, costruisce senso di comunità e fiducia reciproca, elementi chiave per quartieri più sicuri. 

E alla fine, cosa non da poco, offrire percorsi sportivi strutturati permette di agganciare i giovani in attività positive anziché lasciarli senza aggregazione o per strada. Questo impatta direttamente sui fattori che favoriscono devianza e microcriminalità. Per possiamo dire ad alta voce: Sport è sicurezza!

lunedì 12 gennaio 2026

Lo sport per il bene comune cresce

Stiamo crescendo giorno dopo giorno, e il merito è tutto loro: i Referenti di Roma. Figure chiave che stanno dando struttura e visione al progetto: Referente Paralimpico, Comunicazione e Media, Parità di Genere, Delegati allo Sport dei Municipi. 

Oggi abbiamo fatto un passo concreto verso una Roma più inclusiva e al passo con le altre capitali europee, ospitando per la prima volta una comunità straniera e avviando un percorso di coinvolgimento reale attraverso lo sport. 

Il cammino verso Roma 2027 continua con novità strategiche importanti. 
Entrano nel gruppo di lavoro: Alessia Tofanacchio, responsabile dei rapporti con la Regione Lazio, ruolo chiave per rafforzare il coordinamento istituzionale. 

Francesco Selli, nuovo anello di congiunzione con il network giovani, a cui abbiamo affidato da subito il tema degli E-sports e delle nuove discipline emergenti, linguaggi sempre più centrali per le nuove generazioni. 

Non solo: stanno prendendo forma idee innovative e concrete, tra cui un ulteriore avanzamento sul Fondo per l’inclusione allo sport di Roma Capitale e sul tema dell’impiantistica accessibile, completamente pubblica e realmente fruibile. 

Il tour continua. Dopo il Mare di Roma, il prossimo evento sarà il Municipio II, il 17 febbraio. 

Roma 2027 – Lo sport per il bene comune cresce. 
Giorno dopo giorno.