Ci sono piccole cose che possono diventare grandi. Individuare spazi acquei dedicati alla pratica del surf, in determinate condizioni marine, significa riconoscere il lavoro delle associazioni che potranno operare in sicurezza e dare la giusta opportunità a centinaia di bambini che potranno imparare a cavalcare le onde del litorale romano.
Ieri è stata approvata la mozione a mia prima firma, che ho presentato e condiviso con la Commissione Sport. Ringrazio il Presidente Bonessio per aver contribuito, insieme alla maggioranza, a rendere possibile questa prima vera svolta per il surf a Roma.
Roma Capitale sarà la prima città costiera a dare un segnale concreto in questa direzione, in attesa che il legislatore e il Parlamento intervengano sul Codice della Navigazione per riconoscere pienamente questa disciplina con regole adeguate.
Oggi le ordinanze impongono che il surf venga praticato a 200 metri dalla battigia, quando i frangenti si formano a pochi metri dalla riva: una contraddizione che, di fatto, ne impedirebbe la pratica.
Se ne parlava da anni. Ora abbiamo sbloccato la situazione.
Il surf, oggi sport olimpico, ottiene finalmente un primo riconoscimento formale nella nostra città. Il lavoro non è concluso, ma questo è un passaggio decisivo: Roma Capitale inserirà nell’ordinanza balneare stagionale una regolamentazione specifica della disciplina.
E non finisce qui. Con il prossimo Piano di Utilizzazione degli Arenili destineremo anche spazi sulla sabbia a supporto delle attività sportive.
Roma è Roma.
E oggi lancia un segnale a tutto il Paese.