Ho incontrato imprese e associazioni e ho voluto ribadire un concetto semplice: le imprese private possono e devono essere compagni di viaggio dell’Amministrazione pubblica.
Sempre con una condizione chiara: perseguire l’interesse pubblico. In questa prospettiva, il contributo delle imprese, delle associazioni e del mondo produttivo è fondamentale per costruire una città più moderna, inclusiva e capace di valorizzare lo sport come strumento di crescita sociale.
Ho raccontato quello che stiamo facendo, i risultati che abbiamo già iniziato a raggiungere e le linee del programma che intendiamo portare avanti verso il 2027.
Ma c’è una priorità che viene prima di tutte le altre: sterzare con decisione verso le periferie e verso le fasce più fragili della città.
Perché lo sport non può essere un privilegio per pochi. Deve essere un diritto accessibile a tutti, soprattutto dove le opportunità sono minori e dove un campo, una palestra, una tavola o una pista possono diventare strumenti concreti di inclusione, aggregazione e futuro.
È questa la direzione che dobbiamo seguire: pubblico e privato insieme, con un unico obiettivo: il bene della città e delle persone.