lunedì 2 febbraio 2026

Ciclismo urbano, mobilità quotidiana e salute dei cittadini

Continuiamo a parlare di Sport insieme con Roma 2027 
Muoversi bene significa vivere meglio e per questo parleremo con le associazioni del territorio di Ciclismo urbano. 
Lo sport è salute, sicurezza e sostenibilità: per questo promuoviamo questo strumento concreto per migliorare la qualità dello spazio pubblico, la mobilità quotidiana e la salute dei cittadini. 
 
ROMA 2027 – Lo sport per il bene comune | MUNICIPIO X 
Venerdì 6 febbraio 
Ore 18:00 
Casa Clandestina – Via Alessandro Geraldini 12, Lido di Ostia 
Tema dell’incontro: 
“Bicicletta: allenarsi nello spazio urbano” 
• Allenamento accessibile e continuo 
• Miglioramento delle performance fisiche 
• Infrastrutture come moltiplicatore sportivo 
 
Vi aspettiamo per costruire insieme una visione di città più vivibile e attiva.

venerdì 30 gennaio 2026

Riqualifichiamo lo skate park sotto al Ponte della Musica

Il lavoro che stiamo portando avanti con Roma 2027 comincia a dare i suoi frutti e il programma prende forma. 

L’idea di un Fondo per l’accesso allo sport di Roma Capitale, per quanto ci riguarda, prevede anche investimenti concreti: per questo, insieme alla squadra del II Municipio, abbiamo individuato un intervento per riqualificare una realtà importante all’interno del loro territorio. 

La scelta è caduta su un luogo simbolico e molto frequentato: lo skate park sotto al Ponte della Musica. Un’area sportiva viva, che merita di essere messa in sicurezza, valorizzata e riportata al livello che merita, per dare spazio a ragazze e ragazzi, sportivi, famiglie e a una comunità che ogni giorno la anima. 

Per questo inseriamo nel programma la riqualificazione, accompagnata da un bando pubblico e da un modello di gestione completamente nuovo, dove chi vuole fare sport potrà scegliere se pagare oppure farlo gratuitamente. 

Lo sport è accesso, inclusione, energia positiva. E gli investimenti pubblici devono andare dove servono davvero. 
Questo è il primo dei 15 impianti accessibili e completamente pubblici che stiamo progettando nei quartieri di Roma.

lunedì 26 gennaio 2026

Portiamo più sport nelle periferie

Perché insisto tanto sullo sport? Perché non è solo “fare movimento”. 
Quante volte un campo, una palestra o una squadra hanno salvato un ragazzo dal perdersi? Lo sport ti insegna rispetto, regole, stare con gli altri, rialzarti quando perdi. E spesso è proprio lì che nasce la fiducia in sé stessi. 

E poi diciamolo: quando in un quartiere c’è sport, c’è vita. C’è gente in giro, ci sono famiglie, ci sono spazi che funzionano. Ecco perché il punto è semplice: portare più sport nelle periferie. Non a parole: con eventi, impianti sistemati, spazi pubblici curati, palestre accessibili. 

Perché nelle periferie lo sport può cambiare davvero le cose: è come accendere una luce in una strada buia: non risolve tutto da solo, ma fa subito la differenza. Se lasciamo lo sport fuori dalle periferie, poi non lamentiamoci se lasciamo fuori anche il futuro. 

giovedì 22 gennaio 2026

Lo sport non è solo benessere, ma anche infrastruttura sociale

La sicurezza prima di tutto. Non ci sono dubbi: quartieri vissuti, curati e partecipati sono quartieri più sicuri. 
Aprire gli impianti sportivi e diffondere la pratica sportiva vuol dire creare presenza quotidiana, relazioni reali e responsabilità condivisa. È questo che deve fare un’amministrazione pubblica. 

Dobbiamo iniziare a capire che lo sport non è solo benessere: è infrastruttura sociale. 

Gli impianti sportivi attivi diventano presidi naturali di legalità, luoghi di aggregazione e inclusione, soprattutto nelle aree più fragili della città. 
Il risultato è semplice: più persone, più vita, meno degrado. 

Si parla troppo spesso di sicurezza in modo strumentale, mettendo al centro solo la repressione. Ma le soluzioni vere stanno altrove. 
Investire nello sport significa proteggere i quartieri. 
La sicurezza non è solo controllo: è una comunità che funziona.

martedì 20 gennaio 2026

E-sports e nuove generazioni: opportunità o rischio?

In questi giorni mi sto interrogando seriamente su un tema che non possiamo più rimandare. È complesso, a tratti scomodo, ma centrale per il futuro dello sport. 

E-sports, sport digitali e nuove generazioni: opportunità o rischio? 

Oggi i numeri ci dicono che i giovani parlano sempre meno il linguaggio dello sport tradizionale. Allo stesso tempo, gli e-sports crescono perché intercettano abitudini, piattaforme e modalità di partecipazione profondamente cambiate. 

Qui sta il nodo:
– più coinvolgimento, nuovi linguaggi, nuove risorse; 
– ma anche rischi reali di dipendenza, iper-commercializzazione e perdita di valori. 

Il punto non è inseguire una moda, né difendere il passato. Il punto è governare il cambiamento. 

Integrare sì, ma con regole chiare e senza compromettere l’etica olimpica e sportiva.

venerdì 16 gennaio 2026

Fare sport è diventato un privilegio

Immagina di tornare a casa la sera e trovare tuo figlio ancora sotto casa. 
Sempre lì. Ogni giorno. 
Non perché non abbia talento o voglia, ma perché fare sport è diventato un privilegio. 

Quando vivi in periferia e tuo figlio passa i pomeriggi in strada perché lo sport costa troppo – tra iscrizioni, certificati, burocrazia – non ti senti irresponsabile. 
Ti senti impotente. 

Ecco perché lo sport non può essere trattato come un extra. 
È una politica sociale, prima ancora che sportiva. 

Se vogliamo davvero una città più sicura, più sana, più giusta, dobbiamo partire da qui: rendere lo sport accessibile, vicino, possibile. 

Per questo vogliamo istituire il Fondo per l’Accesso allo Sport di Roma Capitale. 
Roma non ha bisogno di altre parole. 
Ha bisogno di fatti.