Prosegue la nostra proposta, che poi è la proposta di tutti. E non lo dico per sminuire il lavoro fatto, anzi. Credo davvero che certe idee e certe soluzioni debbano diventare un patrimonio condiviso.
Questo percorso è iniziato insieme a chi vive il mare: le associazioni, le scuole sportive, chi pratica gli sport acquatici e quelli sulla sabbia. Poi il progetto ha preso forma in Municipio, dove si è costruita una larga condivisione. Ora arriva la fase più importante: gli emendamenti al Piano di Utilizzazione degli Arenili in Aula Giulio Cesare.
Il principio è semplice: separare le associazioni sportive e le scuole di formazione dalle concessioni balneari, considerando le difficoltà oggettive che avranno nel partecipare a bandi onerosi legati alla riqualificazione del lungomare.
Per questo proponiamo:
spazi dedicati alle attività sportive nelle aree esterne alle spiagge libere;
nuove opportunità nel Parco del Mare e nelle aree previste dal settore sportivo-naturalistico del Piano;
la possibilità di individuare spazi acquei dedicati, in presenza di determinate condizioni marine, superando il vuoto normativo nazionale;
una spiaggia per il kitesurf;
un hub sportivo demaniale aperto a tutti.
In sintesi: più sport, più mare pubblico, più occasioni per i giovani.
Ostia ha bisogno di visione, non di recinti.
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