Sempre lì. Ogni giorno.
Non perché non abbia talento o voglia, ma perché fare sport è diventato un privilegio.
Quando vivi in periferia e tuo figlio passa i pomeriggi in strada perché lo sport costa troppo – tra iscrizioni, certificati, burocrazia – non ti senti irresponsabile.
Ti senti impotente.
Ecco perché lo sport non può essere trattato come un extra.
È una politica sociale, prima ancora che sportiva.
Se vogliamo davvero una città più sicura, più sana, più giusta, dobbiamo partire da qui:
rendere lo sport accessibile, vicino, possibile.
Per questo vogliamo istituire il Fondo per l’Accesso allo Sport di Roma Capitale.
Roma non ha bisogno di altre parole.
Ha bisogno di fatti.
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