È giusto che un ragazzo resti per strada ogni pomeriggio solo perché fare sport costa troppo?
In molte periferie succede così.
Non mancano la voglia o il talento.
Mancano le condizioni: iscrizioni care, certificati medici a pagamento, troppa burocrazia.
E quando un genitore non riesce a offrire un’alternativa, non è una colpa.
È un fallimento del sistema.
Per questo lo sport non è un passatempo.
È una politica pubblica essenziale: educazione, salute, sicurezza, comunità.
Se vogliamo una Roma più giusta e più forte, dobbiamo garantire a tutti la possibilità di iniziare.
Ovunque si viva.
Qualunque sia il reddito.
Da qui nasce l’idea del Fondo per l’Accesso allo Sport di Roma Capitale.
Perché i diritti non si raccontano: si rendono praticabili.
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