È un’opportunità concreta per dare spazio, struttura e continuità a molte attività sportive e ai soggetti che le promuovono. Gli sport acquatici e quelli sulla sabbia rappresentano l’8% del totale degli sport a Roma e sono un patrimonio che il litorale non sta ancora valorizzando appieno.
L’acqua è un’infrastruttura già esistente: non richiede cemento, solo organizzazione. La sabbia è una risorsa preziosa: non servono grandi investimenti per trasformarla in spazi sportivi.
Gli sport sul mare di Roma hanno un potenziale enorme per attrarre giovani, turismo e attività economiche. Basta smettere di pensarli come “stagionali” e iniziare a usarli come leva permanente di sviluppo sportivo e territoriale.
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