domenica 4 ottobre 2015

Champagne e alberghi di lusso per Marino.

Guardando gli scontrini del Sindaco di Roma (Marino) pagati con la carta di credito del comune e per cui con i soldi dei cittadini romani. Spunta un conto con una bottiglia di champagne Richard Lucien. È scandaloso specialmente con una città in queste condizioni. Tutti i documenti emergono grazie ad un blitz del Movimento 5 Stelle in Campidoglio alla Ragioneria generale per richiedere i tracciati delle spese effettuate dal sindaco di Roma Marino con la carta di credito intestata alla tesoreria del Comune di Roma. Daniele Frongia, Marcello De Vito, Virginia Raggi ed Enrico Stefano sono stati respinti all'ingresso e sono riusciti ad ottenere i documenti grazie ai Carabinieri. La casa di vetro di Marino non esiste.
M5S ROMA: "SPESI 50 MILA EURO PER LA RAPPRESENTANZA TRA VIAGGI E CONVEGNI. IL SINDACO INCONTRI I ROMANI E LE REALTA' PRODUTTIVE DELLA CITTA'"
"Dopo oltre due settimane di attesa dalla prima richiesta di accesso agli atti, numerosi solleciti, e alla fine l'intervento delle forze dell'ordine, siamo riusciti oggi ad ottenere tutte le spese di rappresentanza del sindaco Marino dall'inizio del suo mandato. A prescindere da eventuali vizi di illegittimità, che non starà a noi accertare, lo farà eventualmente la Corte dei Conti, un dato politico emerge in maniera chiara: il sindaco Marino ha confuso il suo mandato con quello di Ministro degli Esteri, Ambasciatore, Alto Rappresentante di Stato, o qualche carica simile. Numerose missioni all'estero, quasi tutte a Londra e negli Stati Uniti con voli in business class. Non mancano poi cene offerte a rappresentanti della World Health Organization, rappresentanti della stampa estera, ambasciatore del Vietnam, rappresentanti di aziende ospedaliere, chirurghi di fama internazionale, per non parlare addirittura di diverse cene con Parlamentari della Repubblica e loro accompagnatori. Il conto totale, che pagano tutti i cittadini romani con le loro tasse, in poco più di due anni sfiora i 50 mila Euro, insomma quasi 2000 Euro al mese per le spese di rappresentanza del Sindaco. Un po' troppo. Da un Sindaco ci aspettiamo che incontri i cittadini, i comitati di quartiere, le associazioni, soprattutto in periferia dove ad oggi i servizi non esistono. Che dialoghi con le tante realtà produttive che affrontano ogni giorno il disagio di lavorare in una città dove manca tutto, infrastrutture, investimenti. Se Marino non è in grado di fare questo, si faccia da parte, e lasci la guida della città a chi ha veramente a cuore il futuro di Roma e dei romani."


DA BEPPEGRILLO.IT LE SPESE DI MARINO


DAL FATTO QUOTIDIANO

“Ignazio Marino in hotel ristorante di lusso al Colosseo”. M5S vuole inchiesta sulle spese
Il gruppo romano dei Cinque Stelle pronto a depositare una richiesta istruttoria sulle spese del primo cittadino. All'origine alcune indiscrezioni non confermate, tra cui 1500 euro spesi in un albergo del centro
La richiesta, per il momento è una delle migliaia che si affollano negli uffici comunali della Capitale d’Italia: accesso agli atti, strumento base per avere notizie e chiarimenti sulla trasparenza della pubblica amministrazione. È solo che stavolta, a finire sotto la lente di ingrandimento, non è un cittadino qualunque. E nemmeno un amministratore qualunque. È il primo cittadino, Ignazio Marino. Su di lui pende la possibilità di una richiesta di istruttoria: il gruppo capitolino del Movimento Cinque Stelle è pronta a depositarla perché vuole sapere tutto delle spese che il sindaco di Roma ha sostenuto utilizzando i fondi del Campidoglio. La notizia arriva proprio mentre il chirurgo, già provato dai complicati mesi successivi all’inchiesta su Mafia Capitale, è in partenza per Filadelfia, dove il primo cittadino di Roma incontrerà Papa Francesco. Una scelta, quella del sindaco, che ha attirato polemiche e ironie delle opposizioni: il chirurgo è da poco tornato dalle lunghe vacanze proprio negli Stati Uniti, mentre Roma rischiava il commissariamento. Per incontrare il Pontefice, sottolineano i maligni, gli sarebbe bastato attraversare il Tevere nella città che amministra, senza dover andare così lontano. Il fatto, dicevamo, è che al ritorno a Roma il sindaco rischia di trovare una situazione ancora più pesante, l’ennesimo problema di una legislatura che è diventata peggio di una corsa a ostacoli. Quello che lo attende è una vera e propria radiografia del “suo” deposito in banca, una richiesta di verifica su tutte le movimentazioni che il primo cittadino ha effettuato sul conto corrente intestato al Comune. Quello su cui l’opposizione vuole vedere chiaro è l’uso delle risorse che il sindaco ha a disposizione per lo svolgimento del suo incarico. Il primo cittadino, infatti, ha accesso diretto ad una serie di fondi, di cui può usufruire per tutte quelle spese che non vengono coperte dalla macchina amministrativa. Da una banale cena di lavoro alla necessità di pagare uno spostamento imprevisto, da un taxi fino a un aereo da prendere al volo. Tutto quello che, in sostanza, non si è potuto preventivare sfogliando l’agenda del primo cittadino e che, soprattutto, il cerimoniale del Campidoglio non ha avuto modo di mettere in conto. In particolare, per fare fronte ad incombenze dell’ultimo minuto, il sindaco ha nel portafogli una carta di credito direttamente collegata alla tesoreria del Campidoglio, seppur con un plafond stabilito. Marino, così come i suoi predecessori, ne ha diretto utilizzo, sia in Italia che all’estero. Nulla di illecito, sia chiaro. Spetta però al sindaco farne buon uso. È proprio su questo che i Cinque Stelle vogliono vedere chiaro, allarmati da indiscrezioni. Una, soprattutto, farebbe riferimento a una lussuosa location nel centro di Roma, un hotel con annesso ristorante con vista Colosseo che tornerebbe di frequente nelle uscite del primo cittadino. E in quell’albergo, sarebbero stati spesi sino a 1500 euro al mese.